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ARRIVA LA NUGTELLA, LA CIOCCOLATA ALLA MARIJUANA

ProdottA in california a scopo terapeutico, non ha niente a che fare con l'originale italiana. ma marchio e grafica sono UGUALI

sarà che da quasi cinquant’anni che esiste, la Nutella ha reso dipendenti milioni di italiani. Fatto sta che un’azienda della California - la Organicares di San José – ha lanciato un nuovo tipo di cioccolata con nome molto simile e barattolo uguale alla famosa crema spalmabile della Ferrero: la Nugtella, la prima crema alle nocciole con l'aggiunta di marijuana. Il tutto a scopo terapeutico.

SCOPO TERAPEUDICO - Nug è il termine usato negli Usa per contraddistinguere la marijuana di alta qualità. Può essere acquistata solo dai pazienti che hanno una ricetta per assumere marijuana a scopi terapeutici. Dal 1996 infatti in California i cittadini affetti da malattie croniche come Aids, cancro ed emicrania, per lenire i propri dolori possono coltivare e consumare erba. Sul barattolo della Nugtella si legge che il prodotto è «una crema alle nocciole con aggiunta di marijuana a scopi medici».


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NUOVE ACCUSE DI PARENTOPOLI CONTRO LA GIUNTA DE MAGISTRIS, E IL SINDACO SI DIFENDE SU TWITTER

RIGUARDANO GLI ASSESSORI TOMMASIELLI, SODANO E MOXEDANO. A CIO’ SI AGGIUNGE L’INCHIESTA SULL’AMERICA’S CUP

Come temevo un po’ di tempo fa, l’arancione della rivoluzione sbandierata dall’ex Pm Luigi de Magistris a Napoli sta assumendo sempre più le tinte di un tramonto. Alla già lunga lista di casi di parentopoli e amicopoli che riguardano la sua Giunta, se ne aggiungono altri tre, tutti già perdonati da Giggino. Come non bastasse, l’ex Magistrato delle inchieste calabresi è indagato insieme ad altre persone tra cui il fratello Claudio, per gli appalti riguardanti la Coppa America. Inchiesta che si aggiunge (primo caso in Italia) a quella riguardante le buche che funestano il manto stradale della città.

IL CASO DEI 3 ASSESSORI – Dalloo scorso mese l’Assessore Assessore allo Sport, Politiche familiari e Pari Opportunità Pina Tommasielli è indagata per aver fatto cancellare una decina di contravvenzioni al cognato e alla sorella, riguardanti soprattutto l’immissione nella ZTL che invece a loro, secondo la Tommasielli spetterebbe. L’Assessore aveva anche dato le dimissioni ma è stata perdonata dal Sindaco, perché ritenuta in gamba e molto impegnata in questi primi due anni.
Poi è toccato  al vicesindaco Tommaso Sodano, indagato per aver assegnato un progetto all'Università di Bergamo dove, secondo la Procura, lavora una docente a lui legata. Anch’egli ha incassato l’assoluzione di de Magistris, beccandosi solo una “tiratina d’orecchie”.
Infine è toccato all’assessore al Personale (incarico ottenuto in un secondo momento, a seguito di un rimpasto) Franco Moxedano, che a ferragosto ha nominato 30 dirigenti a tempo determinato, tra cui il cognato - Luigi Filace, fratello della moglie di Moxedano - e uno dei curatori della campagna elettorale del sindaco arancione: Nello Di Nardo. Anche Moxedano resta al suo posto, perché come dice il Sindaco: “Lavora da 30 anni presso il Comune ed è indicato dall’assessore al bilancio (Salvatore Palma, ndr) per la sua competenza”.

INDAGATI PER L’AMERICA’S CUP – Da giugno la  Procura di Napoli indaga sulla modalità di assegnazione degli appalti necessari allo svolgimento delle World Series, le regate preliminari della prestigiosa gara. Una grana che vede cinque indagati eccellenti, protagonisti della fase preliminare della Coppa America che si è svolta a fine aprile. Le accuse sono turbativa d'asta e abuso d'ufficio in relazione all'ingresso, quale socio privato, dell'Unione industriali di Napoli prima e della Camera di Commercio poi nella società Acn (America's Cup Napoli). Nel mirino ci sono anche le manifestazioni collaterali che si sono tenute in piazza del Plebiscito e sul Lungomare in occasione dell'evento internazionale. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore Francesco Greco, vogliono far chiarezza su come è nato l'accordo con gli americani, come sono stati gestiti gli appalti per il villaggio e per la gestione delle gare.
Tra gli indagati c'è Luigi De Magistris, il governatore della Regione Campania Stefano Caldoro, l'ex presidente della Provincia Luigi Cesaro, il fratello del sindaco, Claudio de Magistris, consulente per i grandi eventi del primo cittadino, il capo di gabinetto, Attilio Auricchio, il presidente dell'Unione industriali, Paolo Graziano, l'ex amministratore di Acn, Mario Hubler e il presidente della Camera di Commercio partenopea Maurizio Maddaloni.

SI DIFENDE SU TWITTER – Ieri notte, con una ventina di messaggi, de Magistris ha affidato a Twitter la sua difesa, citando le cose buone fatte in questi due anni. Il primo è stato: «Due anni fa era un Comune fallito con tutte le sue partecipate, lo abbiamo salvato, non abbiamo licenziato una persona, non abbiamo privatizzato». Poi è stata la volta dei rifiuti: «Prima di diventare sindaco Napoli con fiumi di soldi era piena di rifiuti, con noi, senza soldi, no rifiuti, no discariche e non inceneritori». Quindi è arrivata la stoccata ai «media nazionali» che «non raccontano la nostra rivoluzione sui rifiuti, non è una notizia». Il primo cittadino, nello spazio di pochi minuti, passa poi alla questione acqua: «Siamo l'unica città d'Italia e unica in Europa insieme a Parigi ad avere acqua pubblica e applicato volontà referendum». Guai, poi, a parlare di debiti e disavanzo. Nel tweet delle ore 00.25, de Magistris, scrive così: «Ci hanno dato un Comune con 1 miliardo e mezzo di debiti e 850 milioni di disavanzo e dopo soli due anni abbiamo salvato dal fallimento Napoli». I trasporti? «Abbiamo creato la più grande azienda di trasporto pubblico d'Italia (metro, bus e parcheggì), no privatizzazione», scrive.
Tra i risultati il sindaco di Napoli cita: «eliminata vergogna esternalizzazione voluto dal Pd di tutto il patrimonio del Comune, ora tutto pubblico», e ancora: «abbiamo eliminato consulenze esterne, oltre cento dirigenti esterni, costi della politica, fitti passivi, benefit vari». In una Napoli «piena di turisti come non si vedevano da 20 anni», de Magistris rivendica di aver portato «Coppa America, Coppa Davis, inizio Giro d'Italia, the Boss, il Forum Internazionale delle Culture». Non poteva, poi, mancare, il 'lungomare liberato: «Ho pedonalizzato da due anni il più bel lungomare del mondo, 5 km, ma solo i Fori Imperiali, bravo Ignazio, fanno notizia!». E poi le periferie di nuovo vive, la metropolitana, il centro storico. «Potrei continuare ma mi fermo, tanto quello che passa sono le solite cose» scrive all'una di notte quando aggiunge: «Per carità, siamo i peggiori amministratori, ma liberi e onesti». Poi, per concludere, un avvertimento: «Non ci avrete, non ci comprerete, non cediamo ai vostri ricatti, non ci facciamo condizionare, non abbiamo paura di camorra e colletti bianchi». E, infine, quello che per lui conta: «Il popolo e amo guardare persone le persone negli occhi, ascoltare i drammi, accarezzare i bambini e i più deboli. Loro hanno ragione».

BENE SULL'IMMAGINE INTERNAZIONALE, MA GLI IMBARAZZI COMINCIANO AD ESSERE TROPPI - Governare una città come Napoli è molto complicato e a de Magistris va comunque dato atto di aver ridato un po’ di dignità all’immagine della città a livello internazionale. Del resto chi ha governato la città negli ultimi vent’anni ha solo alimentato clientelismo e malaffare, abbandonando la città alla propria sorte.
Ma gli imbarazzi che riguardano la sua Giunta cominciano a diventare troppi, specie per chi, in campagna elettorale, ha sbandierato la lotta al familismo, alla corruzione e al consociativismo. Alla rottura, anzi, per dirla a modo suo “allo scassamento” col passato.
Si è partiti subito con il fratello alla consulenza per i Grandi eventi, la cugina nello staff della Tommasielli e i compagni di scuola e gli amici piazzati qua e là. Poi si è passati allo stravolgimento della squadra iniziale, alle inchieste e ai tre casi degli assessori sopra descritti. E siamo appena ai primi due anni di governo locale…


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DELFINARI, UN’ALTRA VERGOGNA DA CHIUDERE CON ZOO E CIRCHI

IL DELFINARIO DI RIMINI HA SUBITO UNA MULTA PARI A 18MILA EURO PER MALTRATTAMENTI E NEGLIGENZA. IN ITALIA CE NE SONO CINQUE. IN INDIA LI HANNO PROIBITI

Oltre a Zoo e circhi - vecchi retaggi ottocenteschi quando gli animali venivano ritenuti semplici strumenti di piacere senza intelligenza né diritti – altri Parchi da abolire sono senza dubbio i Delfinari. Nei quali i delfini sono costretti a vivere in vasche artificiali lontani dai loro habitat, addestrati con chissà quali mezzi per effettuare giochi di prestigio. In Italia ce ne sono cinque: a Genova, Rimini, Fasano, Riccione (nel quale è confluito quello di Cattolica) e a Torvaianica-Pomezia. Gli animalisti denunciano questo scempio da anni e ora il Corpo forestale sembra finalmente muoversi. Primo target dei loro controlli è stato il Delfinario di Rimini, al quale sono stati inflitti, non a caso, ben 18mila euro di multa.

IL CASO DI RIMINI - Animali sedati con tranquillanti, costretti a vivere in vasche inadeguate, e prive di protezione dal sole e dalla vista del pubblico. 18mila euro di multa per lo storico parco divertimenti della Romagna, dopo il sopralluogo del corpo forestale dello Stato. Una situazione di negligenza e maltrattamenti al delfinario di Rimini, più volte denunciata dagli animalisti di Enpa e Lav, che ora chiedono il sequestro e la chiusura immediata della struttura. Soprattutto dopo l’intervento della Forestale che, secondo e le associazioni, in questi giorni avrebbe inviato alla procura di Rimini una comunicazione di reato per maltrattamenti.
“Abbiamo documentato le violazioni del delfinario di Rimini e quindi plaudiamo all’azione del servizio Cities, che ha annunciato l’invio di una comunicazione di reato per maltrattamenti” si legge in una nota inviata dall’Ente nazionale protezione animali. Il riferimento è al lavoro portato avanti da una task force del corpo forestale dello Stato, composta da veterinari e funzionari del ministero dell’Ambiente, che sta controllando a tappeto le strutture di tutta Italia. Compreso il parco acquatico della riviera romagnola, uno dei più vecchi del nostro Paese, aperto negli anni ’60 dalla famiglia Fornari.
In un comunicato, la Forestale ha annunciato di aver fatto un sopralluogo in uno storico delfinario italiano e di aver riscontrato parecchie violazioni sia della legge 73 del 2005, che detta le regole per la custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici, sia del decreto ministeriale del 2001, che si riferisce più nello specifico al mantenimento dei delfini in cattività. Innanzitutto, “sono assenti ripari dal sole e dalla vista del pubblico, un sistema di raffreddamento e di pulizia adeguata dell’acqua, e un idoneo programma di trattamenti medico veterinari”.
Inoltre, si legge ancora del testo diffuso dalla Forestale, mancano “adeguate vasche per il trattamento medico veterinario degli animali, per la quarantena e per le femmine in gravidanza o allattamento”. Irregolarità che costringeranno la struttura a pagare una sanzione di 18 mila euro.
Ma non basta. Gli ispettori hanno anche rilevato come l’attuale vasca di contenimento, che risale a qualche decennio fa, non consenta un adeguato movimento dei delfini, e li costringa a una “convivenza forzata nel gruppo sociale dove sono inseriti”. Con il rischio di compromettere la loro salute fisica e psichica. “Anche grazie al contributo di esperti in mammiferi marini, si è potuta riscontrare la somministrazione ai delfini di tranquillanti per inibire i problemi di aggressione intraspecifica e di cure ormonali, anche in questo caso in modo continuativo e prolungato, per non far esprimere i comportamenti legati alla maturità sessuale e impedire la riproduzione in consanguineità”.

GLI ALTRI - E mentre il parco di Rimini chiude per un giorno, ufficialmente per “problemi tecnici”, esultano le associazioni a difesa degli animali, che da sempre si battono contro le attività dei delfinari. In prima fila l’Enpa: “Chiediamo l’immediata chiusura di quello di Rimini, anche alla luce di esercizio abusivo delle attività al pubblico, dal momento che non ha la dovuta autorizzazione prevista dal ministero dell’Ambiente”. L’ente ora invoca il controllo a tappeto anche delle strutture di Riccione, Fasano e Torvaianica. Qui, denunciano, ogni giorno “i delfini sono sottoposti a comportamenti innaturali attraverso la deprivazione alimentare, mancanza di vasche di quarantena. Ci sono poi esposizioni a rumori insopportabili causati da concerti e manifestazioni ludico-circensi, e vengono pubblicizzati progetti di ‘pet therapy’ condannati dal ministero della salute”.


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TUTTI I CONTENUTI DEL BLOG POSSONO ESSERE CONDIVISI

LETTERA


Salve, posso condividere l'articolo e pubblicizzare il tuo libro? Sul blog http://fintatolleranza.blogspot.it/

tratto molti temi ma soprattutto mi occupo di disinformazione, ovvero di quella fetta di realtà che viene narrata ai più tramite i potenti ed efficaci media e trasformata per adattarla ai prossimi sviluppi già programmati da quell'.... non dico niente, a ognuno la propria conclusione su chi guida la vita delle masse. Non certo chi ci viene fatto credere
Ovviamente metto la fonte se metto l'articolo :-)

PS: Mi piace il tuo blog e lo seguo sempre perchè essendo persona che ha avuto a che fare, con le medicine e con le sostanze, non posso che confermare quanto siano devastanti i cosiddetti psicofarmaci, uso il termine cosiddetti perché in realtà sono molto, ma molto peggio delle cosiddette droghe. Poi si dovrebbe fare distinzione perché mettere sullo stesso piano cannabis\cocaina\eroina\ketamina\lsd ... si fa solo confusione in menti già confuse di suo! Fossimo nati un secolo fa il termine droga nemmeno esisteva in Italia, è un prodotto moderno! Pensiamo a Freud ....
In ogni modo farmaci e droghe (in inglese drug appunto) sono probabilmente sempre gli stessi principi attivi che vengono sintetizzati nei laboratori e poi da un canale venduti con l'etichetta e dall'altro spacciati in strada. Entrambi generano enormi profitti. Tutto questo in un'epoca in cui la cannabis viene ancora bandita. L'automobile che genera quattromila morti all'anno, solo in Italia, invece viene considerata cosa necessaria alla vita. Esempio della nostra razionalità. O della nostra follia?
Alla faccia della civiltà ... termine più lontano dalla descrizione dei nostri agglomerati non potevano utilizzare, o forse l'han fatto proprio di proposito? Porsi sempre questo dubbio che ti svelerà molti retroscena. Sul mio blog, nella colonna a dx a circa metà pagina troverai la raccolta dei miei migliori articoli e della mia filosofia di vita. Che applico e non solo sostengo a parole.
Va bene, fine del mio delirio, se posso pubblicare ne sarei molto lieto. Chiedo perché ho visto in fondo i diritti riservati, cosa a cui non credo ma che rispetto. Io la penso in questo modo: Tutto ciò che scriviamo non ci appartiene, perché appartiene già all'Universo e non c'è NESSUNO che se ne può attribuire la paternità. Il mondo è vario però e tutte le idee andrebbero rispettate.
 

Dioniso777


RISPOSTA

Carissimo Dionisio,
felice di risentirti.

Grazie per i complimenti, sono per me lo sprono ad andare avanti sempre più convinto di quello che sto facendo.

Puoi condividere qualunque contenuto, con la sola piccola accortezza di lasciarne indicata la fonte.

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LO SPORT PREFERITO DEGLI PSICHIATRI: CAMBIARE MOLECOLA

L'emblema più evidente del fallimento totale della psichiatria moderna consiste nella pratica ormai affermatasi di cambiare molecola allorquando un determinato psicofarmaco o smetta di funzionare, o non faccia più l'effetto che ci si aspetta, o cominci a fare più male che bene.

Non sono un medico, non curo nessuno, non prescrivo nulla, non faccio diagnosi e ben me ne guardo dal farlo.
Eppure, anche un cieco si accorgerebbe di quanto sia folle la pratica di sostituire un farmaco ad un altro, allorquando in primis non si è mai andati alla base del problema, e in secundis non si conosce nemmeno il meccanismo di funzionamento degli stessi farmaci che si vanno a prescrivere.

Molecola dopo molecola si trascina il malcapitato di turno in un baratro da cui non riesce ad uscire.
Miscuglio dopo miscuglio, la delicata biochimica cerebrale non riesce più a trovare uno stato di omeostasi, di quiete, e un minimo di stabilità umorale diventa una chimera.

La prima somministrazione del primo psicofarmaco comincia con le solite, false rassicurazioni: "Fra tre settimane starà meglio, gli effetti collaterali saranno minimi, è ben tollerato, e quando starà bene lo scaleremo senza problemi, in quanto non da assuefazione".

Balle, balle, balle ciclopiche.

Uno psichiatra, se dovesse dire la verità, direbbe: "Signore/a, non ho alcuna voglia né tempo di arrivare alle cause della sua depressione, e forse non me ne frega niente. Prenda questo farmaco,  così fra due-tre settimane, se non si impicca, le viene un sorriso da ebete e smetterà di rompere le palle ai suoi familiari e alla società. Quando smetterà di funzionare, le rifilerò un'altra molecola, e magari faremo un bel cocktail. Io le dico che li potrà dismettere, ma in realtà non li dismetterà mai, anche perché la dismissione può essere infernale. Ah dimenticavo, sono cento euro. E non si azzardi a disturbarmi mentre sono in vacanza".

Non sono tutti così, e non sono qui per generalizzare.

Ma una risposta di uno psichiatra serio dovrebbe essere: "Signore/a, gli psicofarmaci non servono a nulla, se non a mascherare, quando va bene, la sua situazione. Prima di tutto le farò uno screening organico totale per vedere se alla base del suo disturbo possano esserci problematiche come il diabete, l'ipo-ipertiroidismo, l'intossicazione da metalli pesanti, l'intolleranza al glutine. Inoltre, la conditio sine qua non, è che lei stravolga le sue abitudini alimentari, intraprendendo un'alimentazione vegana il più crudista possibile. Se insisterà per prendere i farmaci, sappia che quando li dismetterà affronterà un bell'impegno, a volte infernale. E sappia inoltre che molti psicofarmaci sono alla base di atti di natura violenta contro se stessi e gli altri, come la FDA americana ha obbligato a precisare nei bugiardini, che le consiglio di leggere. Inoltre, dica addio durante la terapia alla sua vita sessuale, e sia pronta a ingrassare o dimagrire notevolmente. Può pagarmi in base al suo reddito e alle sue possibilità. E il mio cellulare è sempre acceso, anche mentre nuoto al mare".

La cura della salute dell'uomo, soprattutto quella mentale, è una missione. Se lo si fa per denaro, ci si trovi un altro lavoro.




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PISAPIA E MARINO, SINDACI DI SINISTRA CHE SGOMBERANO I CENTRI SOCIALI

IL PRIMO NE HA RIMOSSI 3 NEGLI ULTIMI 3 MESI, IL SECONDO NE HA SMANTELLATO GIA’ UNO A 3 MESI DALL’INSEDIAMENTO

In Italia ci sono tanti locali abbandonati a se stessi da anni e presi in gestione (sotto il termine poco amichevole di occupazione) da giovani che li utilizzano come luoghi di aggregazione per svolgere attività politiche e culturali. E proprio in quel momento che i Sindaci si accorgono di queste sedi abbandonate e fatiscenti, ordinando lo sgombero dei centri sociali costituitisi, con tanto di cariche della polizia. E se pensate che a farlo siano (solo) sindaci autoritari e intolleranti, vi state sbagliando. Sono anche quelli che prendono voti dalla sinistra moderata, parlano di ravvivare le città e di voler intraprendere tante iniziative culturali e sociali. Esempi eloquenti, perché sono Primi cittadini di due città molto importanti – Milano e Roma –Giuliano Pisapia e Ignazio Marino.

PISAPIA, 3 SGOMBERI NEGLI ULTIMI 3 MESI – Il 22 maggio l’amministrazione comunale della città meneghina ha ordinato lo sgombero del centro sociale ZAM -  Zona Autonoma Milano – esistente da 2 anni e tra i più vivi di Milano tramite concerti, spettacoli teatrali, proiezioni, incontri culturali, assemblee studentesche, una palestra popolare e dibattiti. Durante la carica della polizia, alcune persone sono rimaste ferite. I ragazzi dello ZAM nel pomeriggio si sono recati a Palazzo Marino, dato che il Sindaco non ha dato alcuna risposta alle loro richieste.
Due mesi dopo (intervallati da un secondo sgombero) è toccato all’ex Cinema Maestoso (sito a Piazzale Lodi, chiuso da 6 anni dopo più di 20 anni), trasformato in RiMake da alcuni collettivi dopo l’occupazione del 18 giugno. A farne le spese una ragazza manganellata alla testa. La polizia e i Carabinieri sono arrivati presto, intorno alle 7 del mattino, quando nello stabile non c’era nessuno ed hanno preso facilmente possesso della struttura. Man mano che la voce dello sgombero si è diffusa, sul posto sono cominciati ad arrivare alcuni degli occupanti ed altri attivisti che hanno iniziato a recuperare alcuni dei materiali all’interno dell’ex cinema. Ma poi nel corso della mattinata le pressioni dei celerini e della Digos, presenti in modo massiccio, hanno fatto aumentare la tensione. Fino a quando non è partita una carica contro i manifestanti che nel frattempo si erano spostati in Piazzale Lodi e su Via Isonzo bloccando il traffico. Gli agenti della polizia e i carabinieri hanno circondato i manifestanti caricandoli ed ha farne le spese è stata una ragazza che filmava con la telecamera, colpita violentemente alla testa mentre era di spalle. La manifestante ferita è stata caricata su un’ambulanza e portata in ospedale per essere medicata.
Per tutto il giorno davanti allo spazio sgomberato si è tenuto un presidio permanente, con vari interventi contro le politiche dell’amministrazione Pisapia che negli ultimi mesi ha impresso una sterzata autoritaria sul tema degli spazi sociali e culturali occupati.

MARINO APPROFITTA DEL FERRAGOSTO- Più o meno come i padroni della Firem di Formigine, che hanno approfittato del weekend ferragostano per smantellare i macchinari della fabbrica e fuggire al trove, sindaco e prefetto di Roma hanno usato la rilassatezza inevitabile del momento per sgomberare con il minimo sforzo - e di resistenza, oltre che di impatto mediatico - il centro sociale Communia, nel quartiere di SanLorenzo, a ridosso dell'università La Sapienza.
In via dei Sabelli, la polizia si è presentata in forze per "prendere possesso" dell'edificio occupato lo scorso 7 aprile. Lo stabile delle ex Fonderie Bastianelli, in questo periodo di occupazione, era stato riconvertito in alloggi, mensa, spazio per sport popolare, luoghi per iniziative, eventi, una sala studio, mostre fotografiche e sportelli di consulenza legale e psicologica.
Con l'evidente intenzione di mostrare tutti i muscoli e il nessun cervello che il governo attuale possiede (sia a livello nazionale che locale) la polizia ha chiuso completamente la strada e fermato 7 ragazzi.
Nei mesi scorsi la "pressione" sugli occupanti si era concretizzata in numerose "ispezioni" per verificare l'agibilità dell'edificio; un'attenzione molto "mirata" e non esercitata su migliaia di altri stabili romani, "legalmente" abitati senza che gli inquilini siano a conoscenza dei rischi. A nulla è valsa neppure la risistemazione dei marciapiedi in via dei Sabelli, fatta dagi occupanti, rimessi a disposizione di tutti i residenti, in seguito alle denunce di degrado sporte proprio dai giovani di "Communia".


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una settimana dal rientro..

In vacanza mi rilasso sempre tanto, è inutile dirlo, e sapere che domenica torno a casa,  con l'esame che si avvicina e tutto lo stress che ancora  non so per quale motivo, sento solo in città, mi viene ansia.
In vacanza sembra davvero tutto più bello, vedi la gente che in città lavora 24 ore su 24 senza un attimo di riposo e al mare chiacchiera con il vicino di ombrellone in tutto relax.
Credo sia bellissimo.. Ormai sono 10 anni che vengo con la mia famiglia qui, tra noi "vacanzieri" ormai ci si conosce tutti e ogni anno ci si ritrova un po' più cresciuti, un po' piu invecchiati.. la sera si chiacchiera, si mangia tardi insomma un'altra vita!
Questa finalmente è stata la vacanza con la V maiuscola dopo gli ultimi due anni... E mi ritengo fortunata per questo..
Per il resto devo dire che va tutto bene, lo studio della matematica ormai è finito e si tratta solo di ripassare le ultime cose.
Mi scuso se negli ultimi post sto chiacchierando alla grande del piu e del meno e di cose che magari nemmeno vi interessano ma prometto che tornata a casa, ho in progetto alcuni post che per ora sono solo bozze ma che cercherò di ultimare e anche una piccola novità in cantiere!

Buon rientro o prosecuzione di vacanza..
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