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LA LOCANDA DEI GIRASOLI RISCHIA LA CHIUSURA, UNA PIZZERIA DOVE SI INFORNANO SPERANZE


SITUATA A ROMA, E’ STATA APERTA DA GENITORI DI RAGAZZI DOWN PER DARE LORO UNA PROSPETTIVA LAVORATIVA

In un’Italia sempre più distratta nei confronti di chi è meno fortunato, c’è chi si sforza e va controcorrente, al fine di generare un futuro di speranza anche quando tutto sembra essere precluso. Alcuni romani, genitori di ragazzi down, hanno aperto una pizzeria per dare loro un lavoro, visto che alla crisi economica si aggiungono arcaici pregiudizi nei loro confronti. Purtroppo però il locale rischia di chiudere e spegnere così un barlume di speranza.

LA LOCANDA DEI GIRASOLI – Il ristorante si chiama la Locanda dei Girasoli, dove ci lavorano come camerieri Claudio,Valerio, Emanuela e Viviana; ragazzi affetti dalla sindrome di down. Si trova in via dei Sulpici (in zona Quadraro), una zona non molto frequentata di Roma ed è molto difficile farlo conoscere. Eppure la pizza è buona, il locale è carino ed economico (il che non guasta mai, specie in tempi come questi).
Se le cose non migliorano, il locale rischia di chiudere e dunque fondamentale diventa il passaparola tra le persone, anche tra chi lavora nella zona Appio-Tuscolano, che magari potrebbe recarvisi per la pausa pranzo o a cena dopo lavoro.

Per contatti:
Via dei Sulpici 117/h - 00174 Roma
Tel - Fax 06.76.10.194
info@lalocandadeigirasoli.it
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Quando ammalarsi o no di cancro può diventare una scelta.. parte seconda.

oggi ero a scuola e con immensa gioia di tutti alle prime due ore è mancata la nostra prof di matematica cosi ci hanno portato dei quotidiani in classe per mantenerci informati sulle notizie relative all'economia che sono di fondamentale importanza per il nostro indirizzo.
dopo averne lette un po, sono passata oltre e mi è capitato sotto mano un nuovo articolo relativo all'ILVA di Taranto. se vi ricordate, avevo fatto poco tempo fa un   post relativo proprio a questa acciaieria di fama europea che sta causando delle vere e proprie masse di cittadini che abitando o lavorando in quella zona, si ammalano di cancro a causa dei fumi altamente tossici che emette questa acciaieria. io vi lascio il link del mio scorso post e vi invito a leggerlo se non lo avete già fatto  e vi invito anche a guardare il video che vi ho linkato sempre nel post post
http://ilbuiodellanotte.blogspot.it/2012/11/quando-ammalarsi-o-no-di-cancro-puo.html
tornando all'articolo di oggi del corriere della sera, questo è quello che ho letto
http://www.legambiente.it/sites/default/files/stampa/corriere_della_sera_ilva2013.01.15.jpg
( mi scuso per l'immagine ma non sono riuscita a trovare l'articolo su internet.. comunque  cliccandoci su dovreste riuscire a zummarla e  a leggere bene)
voglio sottolineare due frasi importanti che ho letto nell'articolo e che trovo di fondamentale importanza: "Se una voragine è una ipotesi improbabile, i danni polmonari sono certezze."
"io ci lavoro all'Ilva ma mio figlio è più importante. Vincenzo sogna di poter riprendere in mano il suo lavoro di geometra, magari altrove: c'è uno zaino da Scooby-Doo che merita un futuro migliore".
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LA RIVOLUZIONE CIVILE DI INGROIA E’ GIA’ MORTA IN PARTENZA


SFRUTTAMENTO DEL PORCELLUM, RINUNCIA DI BORSELLINO E CANDIDATURA DI UN EX FASCISTA. LE CRITICITA’ GIUNGONO SOPRATTUTTO PROPRIO DALLA SUA SICILIA

La prima puntata di Leader, in onda in prima serata venerdì scorso su Raitre e condotta da Lucia Annunziata, ha visto come protagonista il nuovo partito fondato dal Magistrato Antonio Ingroia “Rivoluzione civile”. Il programma ha toccato i nervi scoperti della neonata formazione politica che si presenterà insieme alla Lista arancione di de Magistris, l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro (che però solo in poche regioni presenterà il proprio simbolo), Federazione di sinistra (Rifondazione + Comunisti italiani) e i Verdi. E a quanto pare non vorrà stringere patti con il Partito democratico.
A mettere nell’angolo il Magistrato palermitano, mai dimessosi dall’incarico, il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, noto provocatore che sa bene dove colpire l’avversario politico. Paradossalmente, è proprio nella “sua” Sicilia che emergono le maggiori criticità.

IL CRITICATO PORCELLUM SFRUTTATO IN PIENO – In particolare, Sallusti ha fatto notare ad Ingroia il fatto che si sia candidato capolista alla Camera in quel di Palermo, pur essendo ineleggibile per aver essere stato ivi in attività fino a 2 mesi fa (il limite massimo è di 6 mesi). Un giochino concesso dall’attuale legge elettorale che il leader di Rivoluzione civile non ha tardato a sfruttare.
Ancora, sempre sfruttando il Porcellum, Ingroia ha candidato persone slegate al territorio. Si pensi a Sandro Ruotolo candidato in più Regioni, o a Paolo Ferrero candidato in Sicilia. Insomma, l’attuale legge elettorale fa schifo a tutti, ma poi la si sfrutta che è un piacere. In questo si è distinto - respingendo due candidature e promuovendo le primarie per scegliere i parlamentari - il Partito democratico.

LA ROTTURA CON BORSELLINO - Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, leader delle ''agende rosse'', ha rotto col movimento ''Rivoluzione civile''. Antonio Ingroia avrebbe messo in lista i due candidati indicati da Borsellino, Lidia Undiemi e Benny Calasanzio, dopo altre persone più note o indicate dai partiti. Nella sua pagina Facebook - che piace a 36.405 persone - Borsellino scrive: ''Avevo pensato di dovere aspettare la pubblicazione delle liste, e lo farò prima di prendere una decisione definitiva, ma gia' da oggi purtroppo posso avere sentore di quello che dovro' leggere. I due rappresentanti del mio movimento che, insieme a tanti altri giovani, mi avevamo dato la disponibilità ad essere candidati nella lista di 'Rivoluzione Civile' e che io avevo indicato come elementi di punta per il loro curriculum, per le loro qualità intrinseche e per l'impegno e la passione sempre profusa nelle attività del nostro movimento, non hanno trovato posto nella lista di Antonio Ingroia se non posposti, e non di poco, ad altri nomi sia di politici che della società civile. I primi in base alle contrattazioni di vecchio stampo tra i partiti componenti la lista, i secondi scelti in base alla notorietà ed alla visibilità mediatica che non sempre coincidono con l'impegno civile''. ''A questo punto - prosegue - con rammarico e pur sempre riservandomi di giudicare con maggiore attenzione le liste una volta che saranno pubblicate, debbo purtroppo anticipare che difficilmente potrò confermare il quell'appoggio che, dopo alcune perplessità iniziali, avevo dato alla lista di 'Rivoluzione Civile'. Probabilmente qualcuno era interessato unicamente alla mia candidatura e una volta venuta a cadere questa ipotesi e dopo che io ho preteso con forza una smentita che pure é tardata ad arrivare, non ha ritenuto di volere dare fiducia a questi giovani''.

UN EX FASCISTA CANDIDATO CAPOLISTA IN SICILIA – Ed è sempre dalla martoriata Sicilia che giunge un’altra notizia riguardante Rivoluzione civile. Dalle ammucchiate con le "liste Di Pietro" è spuntato fuori che il capolista al Senato per la Sicilia è un ex fascista di lungo corso: Luigi Li Gotti. Quest’ultimo ha infatti cominciato a fare politica a Crotone alla fine degli anni sessanta nelle organizzazioni giovanili del Movimento Sociale Italiano, partito del quale è diventato successivamente segretario di federazione e che ha rappresentato in Consiglio comunale dal 1972 al 1977. Dopo una militanza a destra più che trentennale, nel 1998 esce da Alleanza Nazionale e passa, nel 2002, all’Italia dei Valori, assumendo l’incarico di Responsabile del Dipartimento Giustizia. Inoltre, è stato avvocato difensore dei noti pentiti di mafia Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo, Giovanni Brusca. Ancora, è noto per aver difeso la posizione del sottosegretario Gianni De Gennaro, ex capo della Polizia ai tempi del G8 di Genova.

Caro Ingroia, torna a fare il Magistrato a tempo pieno. Ti apprezzavamo molto di più.

(Fonti: Raitre, Contropiano 1, Contropiano 2)
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CON FLIGHT TORNA ROBERT ZEMECKIS, IL GENIO CHE NON FALLISCE UN COLPO


Il 24 gennaio uscirà Flight, ultimo film di Robert Zemeckis con Denzel Washington. Un live action che mancava al regista dal 2000, e che si aggiungerà sicuramente ai tanti successi di questo straordinario genio del cinema americano; padre, tra gli altri, di Ritorno al futuro, Chi ha incastrato Roger Rabbit? e Forrest Gump.

LE ORIGINI - Zemeckis nasce a Chicago (Illinois) in una famiglia cattolica di origini lituane. La madre è italoamericana, originaria di Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno. È sposato con Leslie Harter ed ha un figlio (Alexander) avuto dalla precedente relazione con Mary Ellen Trainor.
Inizia a girare i suoi primi corti da adolescente, durante il liceo. Field of Honor, uno di questi, ottiene lo Student Academy Award come "miglior film studentesco", lanciando la carriera del giovane cineasta. Dopo il liceo si diploma alla University of Southern California for Film Studies, uno dei più importanti istituti di cinematografia degli USA.

I PRIMI LUNGOMETRAGGI - Dopo aver finito gli studi, viene scoperto e lanciato da Steven Spielberg, insieme allo scrittore Bob Gale, suo amico e fedele collaboratore (insieme al musicista Alan Silvestri), che aveva conosciuto durante una visita agli studi della Universal Pictures. Spielberg gli affida, come primo lavoro, la regia di 1964: Allarme a New York arrivano i Beatles (1978).
Successivamente, Zemeckis, sempre insieme a Gale, firma la sceneggiatura di 1941: Allarme a Hollywood (1979), diretto dallo stesso Spielberg, con Dan Aykroyd e John Belushi per poi dirigere, sempre prodotto dal regista di Cincinnati, La fantastica sfida con Kurt Russell.

I GRANDI SUCCESSI - Il successo arriva pochi anni dopo, nel 1984, con il film All'inseguimento della pietra verde, dove Zemeckis ha a disposizione due star di alto livello come Michael Douglas e Kathleen Turner affiancati da Danny DeVito.
L'anno successivo Zemeckis dà vita alla saga di Ritorno al futuro, con protagonisti Michael J. Fox e Christopher Lloyd. Il film gli vale la nomination all'Oscar per la "miglior sceneggiatura originale". Nonostante il grande successo, però, bisogna attendere quattro anni per veder continuare le gesta di Marty McFly e del Dr. Emmet Brown: Nel 1989 e 1990 gira in successione i due sequel Ritorno al futuro Parte II e Ritorno al futuro Parte III, che si rivelano due grandi successi al pari del primo film della trilogia.
Nel 1988 si rende protagonista di una pietra miliare della storia del cinema, rivoluzionando il mondo dell'animazione con Chi ha incastrato Roger Rabbit (vincitore di 3 premi oscar), che propone un inedito crossover tra attori in carne ed ossa, tra i quali spicca Bob Hoskins, e cartoni animati.
Nel 1992 appare sul grande schermo un altro dei suoi brillanti lavori premiato ancora con l'Oscar, La morte ti fa bella, ricco di effetti speciali e con un cast sbalorditivo (Meryl Streep, Goldie Hawn, Bruce Willis e Isabella Rossellini)
Con Forrest Gump arriva l'ambita statuetta dell'Academy per la "miglior regia", mentre il protagonista Tom Hanks, più volte diretto dal regista, ottiene quella come "miglior attore protagonista".

TRE GENERI IN TRE ANNI - Qualche anno dopo torna alla fantascienza con Contact del 1997 che vede come protagonista Jodie Foster. In Cast Away (2000) torna ancora a lavorare con Tom Hanks, girando nel medesimo periodo anche Le verità nascoste con Harrison Ford e Michelle Pfeiffer (esperienza, quella di dirigere due film in contemporanea, ripetuta anche ai tempi di Ritorno al futuro parte II e Ritorno al futuro parte III).

L’UTILIZZO DELLA PERFORMANCE CAPTURE- Dopo questi lungometraggi non tornerà dietro la macchina da presa per quattro anni, fino al 2004, quando dirige lo sperimentale Polar Express. Questo film viene girato con una particolare tecnica di rielaborazione digitale detta Performance Capture: Tramite dei sensori elettronici posti sul corpo dell'attore vengono "catturate" dal computer le movenze e le espressioni di quest'ultimo. L'immagine dell'attore in un secondo momento viene digitalizzata e plasmata a piacimento arrivando ad un effetto straordinariamente realistico, per quanto posticcio. Grazie proprio a questa speciale tecnica, nel film, Tom Hanks avrà la possibilità di ricoprire ben tre ruoli cambiando sempre aspetto grazie alla digitalizzazione ma mantenendo le sue movenze e le caratteristiche della sua interpretazioni. La Performance Capture, inoltre, permette alla macchina da presa di muoversi più agilmente sul set (che, come per gli attori, viene digitalizzato e creato in un secondo momento, le scene vengono di fatti girate in studio) potendo permettere a Zemeckis di girare lunghi piano-sequenza virtuosistici e inquadrature altrimenti impossibili (in questo senso è emblematica la scena del biglietto che vola via dal treno). Due anni dopo Zemeckis torna al cinema e alla Performance Capture con La leggenda di Beowulf rivisitazione cupa e a tratti pulp del più antico poema in lingua inglese. Rispetto al suo predecessore, con La leggenda di Beowulf si ha un'evoluzione della tecnica della Performance Capture: le immagini risultano ancora più realistiche e grazie a dei nuovi sensori applicabili sugli occhi gli sguardi risultano più espressivi e parzialmente meno vitrei rispetto alle più comuni elaborazioni digitali.

(Fonte: Wikipedia)
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ECCO PERCHE’ I SONDAGGI ELETTORALI NON SONO ATTENDIBILI


Da quando si è insediato il Governo tecnico i sondaggi elettorali sono stati continui, con una brusca accelerazione in vista delle vicine elezioni. Tante le aziende che propongono un proprio termometro politico, ma spesso, comparando i dati di uno stesso partito, si notano ampie discrepanze. Ciò avviene perché la rilevazione si concentra su campioni diversi e con strumenti diversi, che finiscono per proporre risultati diversi.

DOVE SI REPERISCE IL CAMPIONE?- Il più recente sondaggio elettorale (SWG per conto di Agorà - RAI3) vede "FARE di Oscar Giannino" al 2,5%, mentre i sondaggi di Mannheimer lo danno allo 0,8% e Spincon al 6,4%? Chi sbaglia?
La spiegazione del risultato differente è tecnica ed ha a che fare col fatto che non si riesce più - con campioni di 1.000 interpellati come quelli che usa Mannheimer - a mappare davvero tutta la popolazione. La maggioranza dei sondaggisti tradizionali usa la metodologia CATI con campione limitato, che è distorta verso la sottostima di un movimento con le caratteristiche socio-demografiche del nostro.
Chi usa il CATI, di solito, fa estrazioni dagli elenchi telefonici e telefona a casa. Solo che una parte crescente della popolazione non usa più il fisso e/o non è a casa negli orari in cui vengono effettuate le telefonate. Quanti di voi hanno il loro numero sull'elenco? Almeno un terzo, forse più, non c'è. Più della metà non è mai a casa in orario di lavoro.
Per un motivo speculare, Spincon (che dà Fare al 6,4% nazionale usando metodologia CAWI) invece lo sovrastima. Spincon, infatti, interpella i suoi intervistati solo online. Ovviamente, entrambi riparametrano cercando di correggere il campione. Ma riparametrare un campione sbagliato in partenza non basta mai.
Insomma questo è l'aspetto più importante, in un certo senso. Fai il sondaggio via internet? Rischi di sovrastimare i giovani, che hanno preferenze elettorali diverse dagli anziani. Usi l'elenco del telefono? Non trovi i giovani che hanno solo il cellulare... etc... Il sondaggista quindi deve correggere il campione, esercizio difficile ed in parte arbitrario. Questa è la prima causa dell'imprecisione dei sondaggi, ed influisce in modo speciale nel tentativo di rilevare la forza elettorale di partiti minori.  

IL MARGINE DI ERRORE - C'e' un problema ulteriore, relativo all'interpretazione dei margini di errore dichiarati da ciascun istituto di statistica. Si fa spesso una grossa confusione sull'interpretazione del loro significato. I margini di errore riportati assumono che vi siano due partiti di uguali dimensioni in termini di elettorato. Spesso si dimentica che il margine di errore non dipende solo dalla dimensione del campione, ma anche dall'asimmetria dell'elettorato. Quando i partiti hanno consistenza diversa, il margine di errore, a parità di dimensione del campione, è inferiore (in valore assoluto) a quello riportato, ma può essere molto più grande in percentuale per il partito più piccolo. Inoltre, il margine di errore quando i partiti sono diversi non è simmetrico attorno alla media. Una analisi piu' approfondita del problema si puo' trovare qui.

LE ESIGENZE DEL COMMITTENTE - Ovviamente, in un  contesto di crescente incertezza, in cui l'affidabilità dei sondaggi e' ridotta e i risultati sono spesso contraddittori, il ruolo del sondaggista cambia, e non e' inesistente il rischio che l'accuratezza metodologica lasci spazio alla necessita di venire incontro alle aspettative del committente. Il che, dato il controllo politico esercitato su buona parte dei media tradizionali, è anche allarmante.

Il discorso sarebbe molto più tecnico, ma finirebbe anche per essere fuorviante e poco comprensibile. L’unico suggerimento che si può dare, se proprio non si vuole evitare di scrutare i sondaggi, sarebbe quello di fare una media tra i vari risultati che danno. Come si suol dire: “la verità sta nel mezzo”.

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CINV

mi sono resa conto che c'è un argomento molto importante  nell'ambito degli effetti collaterali che comporta la chemio che in quasi un anno di vita di questo blog ( come passa il tempo!) non ho ancora trattato o se l'ho fatto, è stato in modo molto molto superfluo; eppure mi preme approfondirlo perchè credo che sia abbastanza sottovalutato.

sto parlando di  nausea e vomito indotti da chemioterapia. credo che sia uno degli effetti  collaterali più comuni e anche più odiati ( per quanto mi riguarda) che comportano i chemioterapici. 

fin da bambina ho sempre avuto questa "fobia del vomito" e confesso che quando i medici mi hanno comunicato che avrei dovuto fare la chemio, ho avuto paura della nausea si, ma ero talmente  presa a pensare ai miei capelli che non ho più pensato alla nausea almeno fino a quando non si è presentata per la prima volta.

partiamo con il presupposto che io facevo due tipi di chemio. una molto lunga che tutto sommato non mi dava moltissimi problemi se non molta stanchezza e l'altra era  l'adriamicina o "chemio rossa" ( rossa proprio per il colore dell'adriamicina)  e devo dire che quest'ultima, non c'è stata una volta che non mi abbia fatta chinare sulla tazza del bagno e rimettere.
era terribile. la prima volta che mi è successo è stato molto brutto però speravo che si trattasse di un fenomeno isolato..invece andando avanti con i cicli di chemio ho capito che la nausea e il vomito mi capitavano praticamente sempre dopo ogni chemio rossa.
inizialmente ho  cercato di escogitare delle possibili soluzioni al problema provando a non mangiare prima di fare chemio perchè pensavo che a stomaco vuoto difficilmente avrei vomitato ma nemmeno questo funzionava. non so come era possibile ma anche in quel caso vomitavo. allora sono passata a prendere una pastiglia di zofran ( anti nausea che le infermiere mi facevano anche endovena dopo ogni chemio) prima di fare terapia ed una dopo intervallate dalla dose endovena ma anche in quel caso non funzionava.
ogni volta che arrivava il giorno precedente alla chemio rossa io già sapevo che avrei avuto la nausea e non ho mai sbagliato una previsione.

mi sento di dare alcuni consigli importanti a chi magari dovesse avere questo tipo di problema:
- parlatene sempre con il vostro medico, questo è molto importante in quanto  lui potrà darvi dei buoni consigli da seguire per alleviare i sintomi.
- cercate di trovare una soluzione al problema come ho cercato di fare io e se proprio non la trovate, cercate alcuni accorgimenti da tenere per alleviare quanto più possibile il fastidio
- e ultimo ma non per importanza: non scoraggiarsi   o sentirsi soli come ho fatto io se parlando con dei "compagni di avventura" si scopre che si è "gli unici" a soffrire di nausea perchè ognuno reagisce in modo diverso ai farmaci e ognuno ha degli effetti collaterali differenti 

per il resto.. non si può fare molto altro... solo aspettare che finisca il vostro percorso per avere finalmente del sollievo in questo senso.
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I TRIBUNALI DI NAPOLI VERGOGNOSI MERCATINI DELLA GIUSTIZIA


EMESSE 26 ORDINANZE CAUTELARI CHE RIGUARDANO ANCHE AVVOCATI, CANCELLIERI E UN ISPETTORE DI POLIZIA. 45 IN TOTALE GLI INDAGATI
                         
Che il Tribunale di Napoli fosse disorganizzato, incustodito, con documenti delicati alla mercé di tutti, lo si sapeva da tempo. Ma che celasse anche un autentico mercatino della giustizia, dove si potessero comprare rinvii di processi o udienze immediate, un po’ meno. Ciò è stato svelato dalle indagini condotte dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico.

IL SISTEMA - Per ottenere il rinvio di un processo bastavano 1.500 euro. Per evitare la fissazione immediata di un’udienza, invece, ce ne volevano 15mila. Era questo il tariffario dei “ritardi della giustizia a pagamento” vigente presso la Corte d’appello e il Tribunale di sorveglianza di Napoli. Una rete di corruzione che manipolava le carte dei processi – in certi casi per farli durare all’infinito – in cambio di mazzette.
L’organizzazione avrebbe anche favorito imputati di camorra. Alcuni episodi agli atti dell’inchiesta, infatti, sono relativi a procedimenti per reati di criminalità organizzata, riguardanti anche persone detenute. Gli indagati avrebbero fatto sparire fascicoli o singoli atti, in modo da ottenere continui rinvii e approdare o alla scadenza dei termini di custodia cautelare, o alla prescrizione dei reati contestati.
Dalle indagini, condotte dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico, esisteva un vero e proprio tariffario per le ‘prestazioni’ svolte dalla banda. L’indagine ha individuato un “sistema collaudato”, scrive il procuratore aggiunto, che “ha permesso a funzionari e dipendenti pubblici infedeli di stabilire addirittura tabelle per determinare somme di denaro da ricevere in relazione a specifiche prestazioni svolte”. Secondo gli inquirenti erano proprio questi dipendenti a proporre ad avvocati e faccendieri ipotesi di illecito stabilendone di volta in volta il prezzo.

GLI INDAGATI - Il giro di illegalità scoperto negli uffici giudiziari di Napoli ha portato all’emissione di ventisei ordinanze cautelari, tre in carcere, 22 ai domiciliari e una misura interdittiva. Tra i coinvolti ci sono anche quattro avvocati, alcuni cancellieri e un ispettore di polizia. In tutto, le persone indagate nell’inchiesta della procura di Napoli sono 45: agli atti ci sono intercettazioni e anche riprese video – delle telecamere installate negli uffici della Corte d’appello – che documenterebbero accordi e scambi di denaro tra cancellieri e avvocati coinvolti nell’organizzazione.
L’ordinanza emessa dal gip Paola Scandone riguarda quattro avvocati del foro di Napoli (Giancarlo Di Meglio, Fabio La Rotonda, Giorgio Pace e Stefano Zoff, tutti ai domiciliari); nove dipendenti pubblici tra cancellieri, commessi e operatori giudiziari, tre faccendieri che da anni frequentano gli uffici giudiziari; un consulente tecnico della procura e del tribunale (sottoposto a misura interdittiva) che su incarico di un avvocato e in cambio di denaro avrebbe redatto perizie psichiatriche d’ufficio compiacenti a favore di un pregiudicato; un ispettore di polizia del commissariato di quartiere Vicaria-Mercato, Gioacchino Valente, che sostituiva relazioni sfavorevoli fatte da colleghi per conto del Tribunale di sorveglianza con altre false e favorevoli. In occasione dell’udienza del 20 ottobre 2011, nella quale il Tribunale di sorveglianza doveva valutare l’affidamento in prova di Giuseppe Lampitelli ai servizi sociali, Valente redasse e trasmise una falsa relazione e Andrea Esposito, dipendente del Tribunale di Sorveglianza, la inserì nel fascicolo, sottraendo contestualmente quella autentica.

IL PROCESSO A CARICO DI FRANCESCO TROIA - Le cifre riportate dalle carte dell’inchiesta sono riferite al processo a carico di Francesco Troia. Gli intermediari Vincenzo Michele Olivo e Francesco Di Matteo si accordarono con due dipendenti della Corte d’appello, Giancarlo Vivolo e Mariano Raimondi, affinché il procedimento riguardante Troia, condannato in primo grado, fosse assegnato, in seguito ad impugnazione, alla V sezione della Corte d’Appello in cambio di 1.500 euro. Un nuovo accordo, costato 15mila euro, consentì di ritardare la trasmissione degli atti al presidente della sezione per evitare una fissazione immediata dell’udienza. Fissata finalmente l’udienza, fu pattuita la somma di 1.500 euro per ogni ulteriore intervento sul fascicolo (occultamento o sottrazione) per ottenere rinvii.

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