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IN GIAPPONE VINCE SHINZO ABE. VENTI DI GUERRA CON CINA E COREE?


IL leader liberaldemocratico, nazionalista e militarista ELETTO A PREMIER, PUNTA A UN INASPRIMENTO DEI RAPPORTI CON I PAESI VICINI ED E’ UN SOSTENITORE DEL NUCLEARE

Ennesimo nuovo Premier per il Giappone, che, quanto a stabilità di Governo, sta messo peggio di noi (come visto in precedenza). Le ultime elezioni politiche hanno visto la vittoria di Shinzo Abe, leader del partito conservatore dalle idee liberaldemocratiche, nazionaliste e militariste. Prende il posto del democratico Yoshihiko Noda, ex Ministro delle Finanze del dimissionario Naoto Kan. Una vittoria che rischia di rendere ancora più complicati i rapporti diplomatici tra il Giappone, la Cina, la comunista Corea del Nord e la democratica Corea del Sud. Inoltre, il nuovo Premier non vuole rinunciare al Nucleare, nonostante quanto successo lo scorso anno.

RUGGINI STORICHE - Tra il Paese del Sol levante e la vicina Cina i rapporti continuano ad essere freddi, per non dire gelidi; complice un astio mai sopito risalente alle stragi che i due Paesi hanno messo in atto a vicenda nel secolo scorso, per opera del Giappone imperialista a inizio ‘900 e della Cina maoista durante e immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale. Anche i rapporti tra il Giappone e le due Coree restano critici, a causa dei vecchi attriti legati ai possedimenti delle isole che intercorrono, per propria sfortuna, tra i tre Paesi. In particolare quelle dell’arcipelago delle isole Senkaku.

LE DICHIARAZIONI MINACCIOSE - Il ritorno al potere di Abe ha creato timori nell'area a causa dei propositi annunciati dal premier in pectore in campagna elettorale e dopo l'ampia vittoria di ieri: l'atteggiamento anti-Cina, la volontà di rivedere alcune posizioni del periodo bellico (come la questione delle 'donne di conforto' coreane, cioè le schiave sessuali dell'esercito nipponico, duramente criticata da Seul) e la modifica della costituzione pacifista in funzione del rafforzamento del potere militare del Sol Levante. Il Giappone, ha esordito Abe in una delle prime interviste a risultato elettorale chiaro, ''dovrà ricostruire le relazioni con gli Usa'', rovinate nei tre anni di governo dei Democratici, e a tal proposito conta di recarsi a gennaio 2013 a Washington per un primo faccia a faccia con Barack Obama. Abe ha assicurato di non avere intenzione di peggiorare le relazioni con Pechino che, a sua volta, attraverso un editoriale diffuso dall'agenzia ufficiale Xinhua, ha messo in guardia dai rischi di ''ulteriori politiche conflittuali'' affermando che un Giappone ''debole economicamente e arrabbiato politicamente non farà male solo al Paese, ma colpirà anche la regione e il mondo nel suo insieme. Il Giappone, che ha portato gravi danni e devastazione in altri Paesi asiatici durante la Seconda guerra mondiale, alimenterà altri sospetti tra i suoi vicini, se la politica attuale conservatrice non sarà fermata in tempo''.

(Fonte: Contropiano)
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DONNE LAUREATE UMILIATE DAL MERCATO DEL LAVORO


SOLO IL 12% OCCUPA MANSIONI DIRIGENZIALI

In occasione dell’inaugurazione di una serie di incontri sul tema dell’uguaglianza di genere, con un focus sui vertici delle società, Ypo - associazione no profit che riunisce i giovani presidenti e amministratori delegati di realtà aziendali internazionali - il 12 dicembre, ha fornito un po’ di numeri sulle donne laureate nel mercato del lavoro: sebbene esse rappresentino circa il 60 per cento dei laureati, la quota di amministratrici delle maggiori aziende europee quotate in Borsa ammonta ad appena il 12% del totale. E solo nel 3% dei casi le stesse ricoprono il ruolo di presidenti.

IL CONFRONTO CON ALTRI PAESI- Guardando all’Italia, secondo lo studio dell’Ypo, le donne dirigenti sono, come detto, circa il 12%, contro il 37% della Francia, il 35% del Regno Unito e il 21% di Spagna. Dato quest’ultimo che ci fa comprendere come il Paese iberico sia molto progredito ed emancipato negli ultimi anni, benché abbia avuto per secoli una società maschilista e tradizionalista.
Anche Oltreoceano la strada da percorrere per l’uguaglianza di genere all’interno delle società sembra piuttosto lunga, ma meno che in Europa: Ypo evidenzia che negli Stati Uniti le donne che siedono nei consigli di amministrazione delle maggiori aziende si attestano sul 15,6%, in aumento di un punto percentuale rispetto a un anno fa, con le società più piccole (tra i 500 e i 1000 dipendenti) che in questo campo hanno messo a segno la crescita maggiore.

PESANO ANCORA GLI STEREOTIPI DI GENERE - Uno studio risalente a maggio 2012 e firmato dalla ricercatrice Marta Favara ha tentato di rispondere al non semplice interrogativo: “Perché le ragazze di talento scelgono carriere scolastiche che conducono a lavori meno pagati di quelli degli uomini?”. E la risposta è “per via degli stereotipi di genere“. Tali preconcetti, infatti, secondo quel che emerge dalla ricerca, influenzano le scelte delle ragazze fin da quando si trovano davanti alla prima importante decisione da prendere nell’ambito del proprio percorso educativo. In altri termini, gli uomini tendono ad assecondare molto di più il proprio talento e le proprie abilità, scegliendo carriere più improntate alla matematica e all’analisi quantitativa.
Un sentiero che, una volta proiettato nel mondo del lavoro, tende a tradursi in maggiori salari e maggiore potere. Al contrario, le donne sembrano restare invischiate nel pregiudizio – che non ha alcun riscontro effettivo, come la stessa ricerca sottolinea – per cui sarebbero più portate a carriere umanistiche e, in generale, meno orientate alla matematica. All’alba del 2013, dunque, è ancora difficile sganciarsi dagli stereotipi di genere. E, naturalmente, non solo da quelli.

Se a questi dati aggiungiamo quelli sulla disoccupazione femminile, che ormai viaggia verso il 40% nazionale, con punte mortificanti che superano il 50% in Sicilia, abbiamo un quadro completo sulla situazione assurda che vivono le donne nel nostro Paese.

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ISCHIA, UN’ISOLA INSOSPETTABILMENTE DEDITA AL PORNO


SCOPERTO UN GIRO DI TRASGRESSIONI E  PROSTITUZIONE ORMAI ATTIVO DA ANNI

Nell’immaginario popolare, da sempre, l’isola italiana lussuriosa per antonomasia è Capri. Non a caso scelta anche dagli Imperatori romani per passarci le proprie viziose vacanze. Eppure, sebbene l’isola di Tiberio resti comunque una meta ambita per spassarsela in modo lussuoso e trasgressivo, negli ultimi anni la vicina Ischia sembra averla superata quanto a trasgressione; sfociando in un’autentica pornografia nascosta dalla tranquillità che da sempre l’accompagna e la rende famosa. Sull’isola dove giace silente il castello degli Aragonesi è stato scoperto un giro di escort locale, nazionale e internazionale; nonché una produzione continua di film porno.

PALCOSCENICO PER FILM HARD - Fiorente industria del film porno, ma al tempo stesso anche meta preferita per quante esercitano la prostituzione d'elite. Per non parlare poi di festini orgiastici e interi gruppi organizzati di scambisti. È la realtà che emerge dalla sonnacchiosa (ma solo in apparenza) isola verde. Certamente famosa per le cure termali e quindi per il suo turismo generalmente over 40-50, Ischia ha scoperto negli ultimi anni la sua vocazione di paradiso del sesso. Nulla viene fatto alla luce del sole, ovviamente. Ma l'etichetta di isola trasgressiva da queste parti oramai non spaventa più di tanto, come hanno dimostrato fra l’altro gli attori isolani che si sono prestati sul set dell'ultimo film di Andy Casanova.
Discoteche, alberghi e prestigiose ville utilizzate come set per le produzioni di video hard a livello internazionale dunque. Ed al tempo stesso prostituzione di alto bordo, festini a luci rosse e vorticosi giri di scambi di coppie. Il tutto avviene al riparo delle mura domestiche e con discrezione. Così come si addice ad una località di provincia. Ma di tanto in tanto, lo scandalo emerge. Come nel caso della casalinga di Lacco Ameno, o del proprietario del camping di Ischia e perfino dell'avvocato di Forio denunciati dalla polizia per favoreggiamento della prostituzione. Avrebbero affittato a peso d'oro i monolocali dove le signore in trasferta ad Ischia offrivano le loro prestazioni alla numerosa clientela locale, chiudendo un occhio se non addirittura tutti e due.

GIRO DI ESCORT - «Funziona così. Le escort, in genere in coppia - spiega un anonimo cliente - arrivano sull'isola per 15, al massimo 20 giorni, in tutti i periodi dell'anno. Hanno già la lista dei clienti pronta e una volta sull'isola non devono fare altro che contattarli e fissare gli appuntamenti». Giovani dell'est, della Repubblica dominicana, del Brasile, ma anche italiane, tedesche ed americane. Questo l'identikit delle escort che frequentano Ischia. E talvolta anche i suoi più prestigiosi alberghi, come si è saputo di recente, quando sono state rese note le intercettazioni di un importante scandalo che ha fatto tremare il gotha politico ed affaristico italiano.
Ma il giro funziona anche all'inverso. Con insospettabili ragazze isolane che effettuano trasferte del sesso a Roma, a Milano e anche all'estero. Il fenomeno dello scambio delle coppie è concentrato invece soprattutto nei mesi invernali. Si tratta di giri consolidati, dove è difficile entrare, se non attraverso una rigida selezione. Partecipano gruppi che arrivano dalla terraferma. Gli appuntamenti fra scambisti vengono programmati a cadenza settimanale, privilegiando gli incontri in discrete e isolate abitazioni nei comuni della parte alta dell'isola, come Barano e Serrara Fontana.

Si torna dunque a parlare negativamente di Ischia. Come non bastasse il già difficile periodo che sta passando l'isola, tra scioperi dei traghetti, mancanza d'acqua potabile, disagi burocratici e sanitari, frane e abusivismo edilizio.

(Fonte: Il Mattino)
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LA CRISI NON E’ PER TUTTI: I CLAMOROSI CACHET DEI VIP


NEL MONDO DELLO SPETTACOLO CIRCOLANO ANCORA INGAGGI D’ORO

In tempi di profonda crisi economica come quella in cui viviamo, è naturale che parta un’autentica “caccia alle streghe” verso chi guadagna cifre astronomiche, non risentendo minimamente la crisi. Ce la prendiamo sempre coi politici; certo, a ragione. Ma dimentichiamo spesso i compensi percepiti dai calciatori, che tanto idolatriamo come autentici dei in Terra, e anche quelli beneficiati dai divi dello spettacolo. Che seguiamo con passione, sovente sopravvalutandone le doti artistiche. Ma soprattutto, ignorando quanto percepiscono all’anno. Cifre da capogiro, come se la povertà dilagante fosse cosa di un altro pianeta. Vediamo qualche esempio.

DA BENIGNI A BELEN - L'ultimo ingaggio a far discutere è quello di Roberto Benigni che, secondo quanto riportato da Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano, sarebbe pronto a incassare dalla Rai una parte dei quasi 2 milioni di euro spesi dalla televisione pubblica per lo show "La più bella del mondo" in onda il 17 dicembre. Ma anche le showgirl di casa nostra sanno farsi pagare salatamente per le loro apparizioni sul piccolo schermo.
Per sbarcare il lunario la futura mamma Belen Rodriguez guadagna 15000 euro l'ora, mentre il suo fidanzato, noto ballerino, può arrivare a chiedere anche 1800 euro per una serata in discoteca.
Lorella Cuccarini, la più amata dagli italiani, è invece tornata in Rai con un contratto d'oro di 384mila euro: un investimento che non ha dato grandi frutti, visto il flop in termini di ascolti di Domenica In.
Anche gli uomini non scherzano. Bobo Vieri, per partecipare all'ultima edizione di Ballando con le stelle, ha incassato 800 mila euro.

QUELLI DEL GRANDE FRATELLO - Gli ex gieffini, che una volta chiedevano almeno 5 milioni delle vecchie lire per partecipare agli eventi nei locali, ora si lasciano invitare per 1000 euro: anche tra loro ci sono però casi eccezionali come quello di Melita Toniolo, che per passare poche ore tra pista e consolle percepisce 3500 euro.

(Fonte: Affaritaliani)
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SAN GIUSEPPE MOSCATI RISCHIA LO SFRATTO


L'abitazione del medico canonizzato da Giovanni Paolo II è stato inserito nell'elenco degli immobili del Comune in dismissione

Nella svendita patrimoniale del Comune di Napoli rischia di finirci pure quella che è stata l’abitazione di Giuseppe Moscati, instancabile medico che fece, tra la fine dell’800 e inizio ‘900, della sua professione un’autentica missione. L’appartamento si trova in via Cisterna dell’Olio n. 10 a Napoli, traversa nei pressi di Piazza del Gesù. Una casa modesta dove il futuro Santo (25 ottobre 1987) si spense il 12 aprile 1927, poco dopo aver terminato l’ennesima e pienissima giornata di lavoro.
Ora è stata inserita nell’elenco degli immobili in dismissione con un costo approvato tramite delibera della giunta comunale che supera i 620.000 euro. A causa della crisi, quindi, quello che è a tutti gli effetti un patrimonio non solo religioso ma anche laico, è stato messo all’asta e sarà venduto al miglior offerente.

L’ABITAZIONE – Come detto, l’appartamento si trova in Via Cisterna dell’Olio n.10, dal quale si scorge anche il campanile della Chiesa del Gesù Nuovo sita nell’omonima Piazza. A fare da intermediario giù al portone del vecchio palazzo per quanti volessero visitarlo, c’è il proprietario di un esercizio commerciale che da anni affaccia sul piccolo cortile d’ingresso. L’uomo valuta di volta in volta i visitatori che chiedono dell’appartamento di Moscati e, se gli individui appaiono raccomandabili, provvede ad indicare il percorso per raggiungerlo ed eventualmente visitarlo.
Dopo aver aperto la porta, il primo dettaglio che invita a una profonda riflessione è l’enorme differenza di ampiezza tra gli spazi che il medico riservava alla sua persona e quelli dove invece accoglieva i malati: al contrario della stanza da letto con scrittoio, infatti, il salone d’ingresso è vasto e bene illuminato. In quello stesso salotto, migliaia di pazienti hanno atteso di essere visitati, quasi sempre gratuitamente, dal santo.

IL COMUNE E’ DISPOSTO AL DIALOGO- Sulla delicata (e clamorosa) questione della casa in vendita è intervenuto l’assessore comunale al Personale Patrimonio e Demanio, Bernardino Tuccillo, che si è detto disponibile a tentare ogni strada possibile per eliminare l’appartamento dall’elenco degli immobili in dismissione. «Il Comune di Napoli - ha argomentato l'assessore - è proprietario di molteplici beni immobili di interesse storico, culturale e religioso. Spesso queste nostre proprietà versano in condizioni di estremo degrado ed il Comune non ha la possibilità né le risorse finanziarie per intervenire, riqualificarle. È sicuramente il caso dell'immobile di San Giuseppe Moscati. Ho da qualche settimana avviato un confronto con l'Associazione costruttori edili di Napoli per verificare la possibilità di una permuta tra l'acquisto di immobili comunali e l'esecuzione di importanti interventi di riqualificazione e di adeguamento di nostri cespiti. C'è bisogno di definire, per ciò che concerne i nostri beni immobili di interesse storico, culturale e religioso, una vera e propria scala delle priorità, dal momento che tutto e subito non si riesce a fare».

MEDICO E RICERCATORE - Giuseppe Moscati è nato a Benevento il 25 luglio 1880, proveniente da una famiglia borghese avellinese. Il 4 agosto 1903 si laureò a pieni voti con una tesi sull'urogenesi epatica, lavoro che gli valse anche il diritto di stampa. Dopo pochi mesi si presentò ai concorsi per assistente ordinario e per coadiutore straordinario agli Ospedali Riuniti degli Incurabili, superando entrambe le prove. Si impiegò all'Ospedale degli Incurabili dove rimase per 5 anni. Svolse con grande devozione la propria professione. A trentun'anni il dottore vinse il concorso di Coadiutore negli Ospedali Riuniti (posto ambito da medici di tutta Italia), facendo stupire tutta la commissione grazie alla sua eccellente preparazione.
Nello stesso anno, gli fu conferita la libera docenza in Chimica Fisiologica, su proposta del professor Antonio Cardarelli, da sempre ammirato per la preparazione del giovane medico. Sempre nel 1911 Moscati fu inviato dal Prof. Gaetano Rummo ad essere corrispondente per l'inglese e il tedesco di "La riforma Medica" da lui fondata prima come quotidiano, poi come settimanale e poi come quindicinale. Per vari anni fino al 1917 fu segretario di redazione della rivista Michele Landolfi. Fu anche socio della Reale Accademia Medico-chirurgica e direttore dell'Istituto di Anatomia Patologica. Era stimato dai giovani medici in tirocinio che lo seguivano durante le visite ai pazienti.
Insegnò all'Ospedale degli Incurabili dal 1911 al 1923, divenendo un modello di vita insostituibile per i suoi allievi. Inoltre, sempre nel 1911, partecipò al Congresso internazionale di fisiologia tenutosi a Vienna.
Allo scoppio della prima guerra mondiale presentò domanda di arruolamento volontario, ma la domanda venne respinta in quanto la sua opera fu giudicata necessaria in corsia, agli Incurabili, per prestare soccorso e conforto spirituale ai soldati feriti di ritorno dal fronte. Ecco che venne nominato Direttore del reparto militare dal 1915 al 1918. Il Consiglio d'Amministrazione dell'Ospedale Incurabili lo nominò primario nel 1919, e il 2 maggio 1921 il Prof. Giuseppe Moscati inviò al Ministero della Pubblica Istruzione la domanda per essere abilitato per titoli alla libera docenza in Clinica Medica Generale.
Successivamente compì numerosi viaggi in Europa, facendosi apprezzare anche come ricercatore. Ma faceva sempre ritorno a Napoli.

MORTE E SANTIFICAZIONE - Il 12 aprile 1927, dopo aver preso parte alla Messa, come ogni giorno, ed aver atteso ai suoi compiti in Ospedale e nel suo studio privato, verso le 15 si sentì male, e spirò sulla sua poltrona. Aveva solo 47 anni e 8 mesi.
Il pontefice Paolo VI lo proclamò Beato il 16 novembre 1975. Ai fini della canonizzazione, la Chiesa cattolica ritiene necessario un secondo miracolo, dopo quello richiesto per la beatificazione: nel caso di Giuseppe Moscati, ha ritenuto miracolosa la guarigione di Giuseppe Montefusco, ammalato di leucemia, avvenuta nel 1979.
Giuseppe Montefusco, nato a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, il 15 febbraio 1958, all'inizio del 1978 cominciò ad accusare disturbi a causa dei quali, il 13 aprile dello stesso anno, fu ricoverato all'ospedale Cardarelli di Napoli, dove gli fu diagnosticata una leucemia acuta mieloblastica. Mentre l'ammalato non rispondeva alle terapie ed era considerato senza speranze di guarigione, sua madre sognò una notte la foto di un medico in camice bianco: dopo essersi consultata con il parroco si recò alla Chiesa del Gesù Nuovo, dove riconobbe nella foto di Giuseppe Moscati il medico visto in sogno.
Furono rivolte allora al Moscati, allora beato, fervide preghiere collettive e il Montefusco, nel giugno 1979, guarì perfettamente, interrompendo ogni cura e riprendendo il lavoro di fabbro.
Il caso fu sottoposto alla Congregazione per le Cause dei Santi che, il 27 marzo 1987, promulgò il decreto sul miracolo, confermando "La modalità della guarigione relativamente rapida, completa e duratura, non spiegabile secondo le conoscenze mediche".
Il 25 ottobre 1987, in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II canonizzò Giuseppe Moscati; alla cerimonia era presente anche Giuseppe Montefusco, che in quell'occasione donò al Papa un volto di Gesù in ferro battuto, da lui realizzato.

Occorre comunque dire che la camera da letto e lo studio di San Giuseppe Moscati sono stati già da anni trasferiti all’interno della Chiesa del Gesù Nuovo, dove gli è stato dedicato un ampio spazio. Ma sarebbe un peccato – in tutti i sensi – se la sua casa finisse in mano a nuovi proprietari che ci farebbero altro, smantellando un pezzo di storia non solo religioso, ma anche dal grande valore civico, dato che riguarda una persona che ha speso la vita per gli altri.
Il Santo è chiamato dunque a un nuovo, difficile miracolo.

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giorni malinconici..

In questi giorni di Dicembre mi viene spesso la malinconia perchè ripenso allo scorso anno e a quando era ancora viva mia nonna..
quando si è ammalata di demenza senile e abbiamo dovuto metterla in una casa di riposo perchè non era più in grado di poter fare niente da sola ( questo a 78 anni... non era poi molto vecchia), io avevo appena iniziato ad intraprendere il mio percorso ed ero davvero devastata psicologicamente.. mi ricordo che nei pomeriggi in cui non stavo malissimo andavo a trovarla e lei a volte sembrava lucida e mi riconosceva ( anche se ci vedeva molto molto poco) altre invece non riusciva a capire chi fossi. ho passato con la mia famiglia quasi un anno intero a stare con lei tutti i giorni della settimana per assisterla perchè nonostante ci fossero state le infermiere, un anziano ha bisogno lo stesso del calore dei suoi familiari.
a volte capitava che dovessi portarmi dietro le classiche pastiglie da prendere perchè ero sotto terapia e dicevo a me stessa in tono ironico: "sei molto più giovane ti tutti questi anziani eppure stai molto peggio rispetto ad alcuni di loro"

il natale l'anno scorso l'ho vissuto male... male perchè ero appena uscita da un tunnel difficilissimo da attraversare ed ero ancora psicologicamente instabile e poi perchè come ogni anno non c'era mia nonna a casa con noi.. non era li a scherzare con mia mamma, non era a giocare con noi a tombola, a cucinare i sui soliti mangiarini squisiti o a coccolarmi e dirmi quanto stavo diventando bella mano a mano che crescevo.
il natale scorso lei non c'era. era in una casa di riposo e stava aspettando che noi nel pomeriggio la venissimo a trovare. mi ricordo che fu contenta di vedere tutta la famiglia riunita, compreso mio zio che di solito a natale non vedeva mai. io più che mai ero felice di vederla. la portavo a spasso per i corridoi con la sedia a rotelle  e le parlavo ( chissà mai se avrà capito almeno uno dei tanti discorsi che le facevo).. allora lei  ad un certo punto mi guardò e anche se ci vedeva poco capivo che notava qualcosa in me...allora io ho capito all'istante che cosa stava osservando e le presi la mano e gliela poggiai sulla testa:"ecco nonna, senti che mi sono ricresciuti i capelli? senti come sono morbida? sembro un peluche non trovi?"

a volte mi accorgo che per come sono fatta io, la piango troppe rare  volte.. ma una delle poche cose che ho capito solo di recente è che in realtà io non ho avuto la forza di piangerla 8 mesi fa quando è morta e anche nei mesi successivi perchè non avevo più lacrime da versare. ero come diventata fredda. arrabbiata. incazzata con la vita che negli ultimi tempi mi aveva tolto troppo. adesso invece,  non riesco neanche più a leggere quello che sto scrivendo perchè sto piangendo. perchè mi manchi nonna.
io e lei abbiamo sempre avuto un rapporto speciale.. di quelli che pochi sanno spiegare..  forse perchè ero la sua prima nipotina ma era un rapporto di quelli bellissimi.
mi ricordo che   quando avevo 5 anni e da poco sapevo scrivere, le  inviavo letterine a casa  ( lei abitava solo a 3 km di distanza) per dirle quanto le volevo bene o quanto mi mancava dopo che ero stata da lei qualche settimana per le vacanze di natale ed ero tornata a casa mia...

adesso di anni ne ho diciotto ( quasi, manca un mese) e avrei sperato che lei fosse rimasta con me ancora per qualche tempo... che mi vedesse guarire e "rinascere" come piace dire a me.. che mi vedesse diventare più forte dopo la mia grande battaglia. avrei voluto, certo.. 
ma probabilmente lei, da lassù, mi segue sempre e mi guarda affrontare la vita come fosse ancora qui accanto a me.

 Buon Ntale nonna, un po in anticipo... ma non importa!
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AMANDA KNOX, DA PRESUNTA OMICIDA A SCRITTRICE MILIONARIA


LE CASE EDITRICI SI SONO FATTE LA GUERRA A SUON DI MILIONI PER ACCAPARRARSI LE SUE MEMORIE. INTANTO IL PROCESSO E’ ANCORA IN CORSO

Chissà cosa starà pensando Antonio Gramsci, il cui “Quaderni del carcere” può essere reperito su qualche bancarella per qualche euro; ma soprattutto, Meredith Kercher, giovane studentessa inglese uccisa a Perugia nel 2007 in circostanze ancora non del tutto chiarite. Una delle persone indagate per il suo omicidio sta per incassare milioni di dollari per un diario di memorie: Amanda Knox. Anch’ella giovane, ma americana, ha diviso l’opinione pubblica tra colpevolisti e innocentisti. Il processo si concluderà definitivamente l’anno prossimo, dunque non può essere già trattata come una innocente. Peraltro ce n’è anche un altro a suo carico, per calunnia nei confronti di alcuni poliziotti della Questura di Perugia e una interprete. Ma per ora si gode la libertà e soprattutto, il conto in banca.

IL LIBRO – Amanda incasserà 4 milioni di dollari per le sue memorie. Dopo una lotta durissima tra le maggiori case editrici americane la ragazza di Seattle e' riuscita a ottenere questa somma da sogno dalla vendita dei diritti delle sue ''memorie dal carcere''. Ad aggiudicarsi la gara, la HarperCollins.
Lo scrive il sito del New York Times, citando fonti che hanno preso parte al negoziato. E' questo il risultato di una trattativa durissima. Giorni fa s'era sparsa la notizia che la ragazza sarebbe riuscita a strappare almeno 600mila dollari. Poi, evidentemente, il numero dei pretendenti e' salito, cosi' il prezzo finale ha raggiunto questa cifra da capogiro.
Incassato l'accordo, ora la giovane accusata, e poi assolta, dell'uccisione della sua amica Meredith Kercher e' pronta a mettere nero su bianco le tappe della sua vicenda giudiziaria. Durante la sua permanenza in prigione, Amanda ha tenuto un diario molto puntuale, che molto probabilmente sara' il canovaccio del volume. Per poter raggiungere l'accordo migliore, Amanda mesi fa aveva assoldato come agente letterario Robert Barnett, un guru nel settore, che in carriera ha gia' negoziato i diritti delle memorie di personaggi del calibro di Barack Obama, Bill Clinton e George W. Bush, solo per fare qualche nome. ''Tutti si innamorano di lei'', ha ammesso un dirigente di una casa editrice dopo aver parlato con la Knox. ''E soprattutto - ha aggiunto - tutto il mondo ha parlato di questa vicenda, ma nessuno ha sentito cos'ha da dire Amanda''.

LA VICENDA - L'omicidio di Meredith Kercher, noto anche come delitto di Perugia, è un caso di cronaca nera avvenuto a Perugia nella notte del 1º novembre 2007. Meredith, studentessa inglese in Italia nell'ambito del progetto Erasmus presso l'Università di Perugia, venne ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella sua camera da letto, nella casa che condivideva con altri studenti[1]. La causa della morte fu un'emorragia dovuta alla perdita di sangue da una ferita al collo, provocata da un oggetto acuminato usato come arma.
Per l'omicidio viene condannato Rudy Guede, ivoriano. Amanda Knox, statunitense, e Raffaele Sollecito, italiano, all'esito di un controverso processo, vengono condannati in primo grado ed assolti, invece, in appello per non avere commesso il fatto relativamente all'omicidio, mentre la Knox in appello vede inasprita la sua condanna per calunnia a tre anni di carcere, per aver ingiustamente accusato dell'omicidio Patrick Lumumba, completamente estraneo ai fatti. Il processo è ancora in corso di svolgimento innanzi alla Corte di Cassazione: la Procura di Perugia, infatti, il 14 febbraio 2012 ha presentato ricorso innanzi alla Suprema Corte, avverso la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
La prima udienza innanzi alla Corte di Cassazione è stata fissata per il giorno 25 marzo 2013.

IL SECONDO PROCESSO DI AMANDA- Amanda Knox è stata anche rinviata a giudizio, con prima udienza 15 novembre 2011, per calunnia nei confronti di alcuni poliziotti della Questura di Perugia e una interprete. La Knox ha accusato in più circostanze, anche durante il dibattimento in primo grado, di aver subito percosse dalla Polizia durante l'interrogatorio che ha preceduto il suo arresto. I magistrati non hanno trovato riscontro per tali affermazioni e hanno chiesto ed ottenuto un nuovo processo per la cittadina americana con l'accusa di calunnia, reato per il quale rischia una condanna da due a sei anni di carcere.

C’E’ ANCHE UN FILM - Sulla vicenda, nel 2011, è stato realizzato un film per la televisione intitolato Amanda Knox (Amanda Knox: Murder on Trial in Italy) per la regia di Robert Dornhelm. Il cast comprende Amanda Fernando Stevens nel ruolo di Meredith Kercher, Hayden Panettiere è Amanda Knox, Paolo Romio è Raffaele Sollecito e Djibril Kebe interpreta Rudy Guede. Diverse scene di questo film sono state girate a Roma all'interno del Complesso del Buon Pastore.

(Fonte: Libero, Wikipedia)
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