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PSICOSI FARMACO-INDOTTA

LETTERA

Sto leggendo con attenzione tutti i suoi articoli e li trovo molto interessanti. Vorrei tanto essere aiutato anche da lei in un percosso lungo e molto doloroso, qual è la dismissione di farmaci psichiatrici.
Ho un figlio di 21 anni, sofferente da quando era bambino, trattato all'età di 8 anni con antidepressivi Dumirox e Seroxat  per un disturbo ossessivo compulsivo. Tale terapia è stata la causa di una forte psicosi con tutto ciò che ne consegue....
La storia è molto lunga e mi sentirei più a mio agio se potessimo parlarne in privato al telefono.
Un caloroso saluto F. Tel *********


RISPOSTA

Caro F,
ho oscurato i suoi dati sensibili per rispetto alla sua privacy, ma ho deciso di pubblicare la sua mail nel blog comunque, dato che la ritengo una ennesima testimonianza delle vite rovinate dagli psicofarmaci.
Mi colpisce molto, anche se ormai non mi meraviglio più di nulla, di un bambino, ora adulto, che in 13 anni di trattamento non è né guarito, né migliorato; anzi, è passato da un disturbo ossessivo compulsivo a una psicosi.
Complimenti ai dottori che lo hanno/avevano in cura.
Dumirox e Seroxat, due antidepressivi il cui principio attivo appartiene alla categoria SSRI (inibitore della ricaptazione della serotonina), dati con leggerezza a una creatura che sta mettendo i primi passi su questo pianeta. Roba da galera.
Già in età adulta sono un insulto, ma in età pediatrica sono un vero e proprio crimine, considerati i pochissimi studi presenti a riguardo (per quanto essi possano valere).
Qualcuno si è chiesto, tra i dottori con lauree e master, se suo figlio avesse una causa organica alla base della sua manifestazione di ordine psichiatrico?
Ha subito vaccinazioni?
Ha subito innesti di amalgame al mercurio in bocca?
Ha subito gli effetti di un'alimentazione industriale alterata, ricca di ormoni, sostanze artificiali e acidificanti proteine animali?
Ha, come centinaia di milioni di persone al globo, una forte reazione immunitaria all'introduzione del glutine?
Non penso che nessuno si sia preso la briga di investigare.
Droghiamo il bambino, molto più semplice e redditizio.
E da un disturbo ossessivo-compulsivo lo catapultiamo in una bella psicosi farmaco-indotta.
Non sono un medico, non curo nessuno e ben mi guardo dal farlo.
Ma nessuno può toglierci la possibilità di parlare, di interagire fra di noi, di consigliarci, di scegliere e di autodeterminarci.
Sono a sua disposizione, così come lo sono per tutti i miei lettori fissi e non.
Le ho mandato i miei recapiti personali via mail.

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C’ERA UNA VOLTA L’INDUSTRIA ITALIANA


UNA CRISI INDUSTRIALE GLOBALE ORMAI TRENTENNALE DA NOI AGGRAVATA DA UNA PESSIMA CLASSE POLITICA E INDUSTRIALE

Con la crisi petrolifera del ’74, innescata dai Paesi petroliferi aderenti all’OPEC, si innescò a livello globale anche inevitabilmente la crisi della grande industria, che si acuì negli anni ’80 per diventare irreversibile nei decenni successivi. Ad essa si sostituì nel primato dei Pil nazionali il settore dei servizi, complice anche una rivoluzione tecnologica partita dagli anni ’90 e ancora in piena ascesa.
L’Italia ha risentito della crisi industriale più di ogni altro Paese occidentale, poiché i governi nazionali non hanno saputo fare altro che elargire fondi a pioggia, coccolando e viziando gli imprenditori italiani; i quali, non appena i fondi sono terminati, non hanno esitato a scappare in Paesi offerenti manodopera a basso costo e un regime fiscale molto più conveniente. Anche se, quest’ultimo aspetto, è forse anche giusto. Nel nostro Paese la pressione fiscale è giunta ormai al 55%. Basta citare i dati degli ultimi 5 anni: mezzo milione di posti di lavoro persi nell’industria.

IL DECLINO ITALIANO - Fino agli anni settanta eravamo leader mondiali per produttività, ma oggi siamo il fanalino di coda fra i paesi più industrializzati. Negli ultimi decenni abbiamo letteralmente abbandonato settori in cui primeggiavamo, come l’informatica e l’elettronica di consumo. E siamo usciti anche dal salotto buono della chimica. L’Italia resta pur sempre la seconda manifattura d’Europa, ma oggi sconta la totale assenza di una politica industriale, con gravi costi economici e sociali. I Paesi che meglio hanno reagito alla crisi e quelli che meglio stanno agganciando il treno della ripresa sono quelli che in questi anni si sono dotati di una politica industriale, come la Germania e molti Paesi emergenti. In Italia, però, negli ultimi vent’anni abbiamo parlato di tutto fuorché di industria.

UN PASSATO GLORIOSO - Eppure l’Italia ha conosciuto una grande stagione di politica industriale, che ha dato benefici anche al sud. Nel 1961 per volontà del fondatore dell’Eni Enrico Mattei, nacque in Basilicata il polo chimico della Val Basento. Un sito che arrivò ad occupare contemporaneamente più di 6mila lavoratori. Oggi se ne contano appena mille. Eppure si trattava di un insediamento industriale d’avanguardia, che per primo in Italia produsse le bottiglie Pet. Quello che successe alla chimica, accadde anche ad altri settori. L’informatica è l’esempio più lampante. La Apple con i suoi nuovi prodotti garantirà agli Stati Uniti mezzo punto di Pil.
Un tempo anche l’Italia aveva la sua Apple: era l’Olivetti. Leader non solo nella produzione di macchine da scrivere, ma anche nel nascente mondo dell’informatica. Quinta potenza manifatturiera al mondo fino al 2007, l’Italia è oggi ottava. E al tavolo del ministero dello sviluppo economico ci sono più di cento vertenze aperte. In parole povere, più di cento aziende medio grandi che rischiano di chiudere. Negli ultimi mesi sono esplose crisi come quella dell’Ilva e dell’Alcoa. E sono solo la punta di un iceberg che ha radici più profonde. L’Ilva occupa quasi 13 mila addetti, realizza il 75% del Pil di Taranto e il 20% dell’export della Puglia. Il fatto che si debba drammaticamente scegliere fra il diritto alla salute e quello al lavoro è sicuramente figlio della mancanza di una politica industriale.

COSA UCCIDE LE IMPRESE - In Italia l’energia per le imprese costa il 35% in più della media Ue. Le nostre aziende pagano 10 miliardi di euro all’anno in più dei loro competitor europei. Ciò significa che un piccolo imprenditore italiano spende per la propria bolletta energetica 2mila e duecento euro più di un altro imprenditore del vecchio continente. L’ultimo piano energetico del nostro Paese risale al 1988. Anche se l’Italia è ai primi posti europei per gli investimenti sulle fonti rinnovabili come il solare, mentre per l’eolico siamo ancora indietro.
Poi ci sono le tasse, diventate una vera emergenza. Il carico fiscale sulle imprese ha raggiunto il 57%, venti punti in più della Germania. Sulle imprese gravano più tasse, ma i lavoratori italiani guadagnano la metà dei loro colleghi tedeschi. Se l’Italia vuole continuare a giocare la partita della competizione industriale e non rischiare che i gioielli di famiglia finiscano in mani straniere deve operare delle scelte.

Ricerca, sviluppo,innovazione, infrastrutture, tasse su imprese e lavoratori sono dunque nodi irrisolti non più rinviabili perché l’Italia continui ad essere una potenza industriale. Eppure abbiamo avuto un imprenditore al governo per 9 degli ultimi 20 anni, e non ha fatto nulla in favore delle imprese.

(Fonte: Fainotizia)
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Fiera dell'artigianato

oggi pomeriggio ho approfittato del fatto che domani a scuola non avessimo compiti e sono andata con mia mamma alla fiera dell'artigianato di Rho.

mi ricordo che già l'anno scorso avevo intenzione di andarci ma poi purtroppo non sono riuscita a convincere mia mamma che preferiva tenermi a casa e farmi evitare infezioni rischiose alle quali potevo andare in contro  andando in un luogo cosi affollato.

dopo ave aspettato un anno insomma, alle 4 del pomeriggio arriviamo in fiera e con la cartina in mano cerco gli stand che preferisco visitare per primi... sono partita dalle regioni d'Italia in modo molto veloce ovviamente ( la vera bellezza della fiera dell'artigianato secondo me sta negli stand dell'America e dell'Asia) e poi ci siamo diretti agli stand che provenivano dal resto del mondo cominciando dal Nepal, dal Messico, America, India, Cina ecc ecc...
la parte più bella ed interessante è stata quella dedicata al cibo dei vari paesi: ristoranti messicani, thailandesi ecc ecc... io personalmente ho assaggiato solo un pretzel ( pane tipico dell'area della Germania) e la famosa focaccia di Recco quando sono passata per l'Italia ma  nulla di più anche perchè erano solo le 4 del pomeriggio...
per quanto riguarda l'europa invece non ho potuto fare a meno di fiondarmi verso lo stand della Gran Bretagna ma sono rimasta molto delusa! migliaia di stand dedicati alla Francia e per quanto riguarda la G.B. solo un piccolo e misero stand con the originale inglese, tazze di William  e  Kate, biscotti o formaggi tipici. l'unica cosa che mi ha divertita è stato il proprietario dello stand che parlava un italiano con accento mooolto inglese e sentirlo parlare mi affascinava...

comunque, alla fine della giornata mi sono divertita tanto anche se le uniche cose che ho comprato sono stati una collana ed un paio di orecchini fatti di semi essiccati al sole ( molto molto particolari ma bellissimi) allo stand di Cuba, un copri cuscino per mia mamma dalla Siria, una scatoletta dipinta  a mano sempre per la mia mamma dal Vietnam, quattro saponette direttamente da Marsiglia all'ananas, patciuli, uva e una in omaggio (di cui  non riesco a capirne la profumazione) ed infine un porta monete dall'Egitto per mio fratello.
è stato veramente un bel pomeriggio! se siete nelle vicinanze andateci  perchè si trova veramente di tutto e di più a prezzi abbastanza abbordabili.. ecco, magari evitate il ponte di sant'ambrogio o i week end perchè c'è il triplo della gente! in ogni caso è aperta solo fino al 9 dicembre.

buona visita!


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BOMBARDATO DI PSICOFARMACI




Ciao Pietro e grazie per la tua pronta risposta;guarda in sintesi posso dirti che un paio di anni fa stavo benissimo sia mentalmente che fisicamente,poi,tutto ad un tratto mi sono sentito un po' strano,con idee strane che non ti saprei spiegare bene con precisione.Mia madre quindi è stata costretta a portarmi in un ospedale psichiatrico(cosa che non volevo assolutamente)e uscito di li' come detto,mi hanno bombardato di farmaci.
Non bevo,non fumo,non mi sono mai drogato ed il caffè lo prendo una volta ogni tanto.
Tu credi che l'alimentazione vegana sia fondamentale per il nostro benessere psicofisico??
Io è un bel po' che sto pensando di diventare vegetariano,ma è un po' difficile visto che in famiglia mangiano tutti carne purtroppo.
Per quanto riguarda il discorso di trovare una brava psichiatra io credo di averla trovata anche se ci sono andato solo una volta,ma un mio amico c'è andato anni fa e mi ha assicurato che con lei è riuscito ad eliminare dopo 4 anni anche farmaci pesanti come lo ziprexa,se con lei riuscirò ad eliminare anche io i farmaci che prendo sicuramente la consiglierò a tutte le persone che stanno leggendo questo blog perchè credo che nessuno più debba più soffrire per queste porcherie che ci danno.
Grazie ancora Pietro.

RISPOSTA

Ciao Daniele.
Grazie di questa ulteriore mail che si riallaccia all'articolo indicato in alto, e al quale rimando tutti i lettori.
La tua testimonianza è preziosa.
Preziosa perché esprime senza riserve come i disturbi mentali non debbano sempre e comunque essere gioco forza ricollegati a un evento preciso.
Le tue parole fanno capire quello che da anni porto avanti, e cioè che i disturbi mentali sono intimamente collegati con quelli organici, e che quindi un corpo fisicamente malato possa manifestare sintomi di natura psichiatrica.
Veniamo al tuo quesito.
Sì, sono fermamente convinto che l'alimentazione sia il primo fattore da prendere in considerazione, e che una macchina a diesel non potrà mai funzionare a benzina, a meno di non perderci in prestazioni.
Così avviene nel corpo umano.
Hai iniziato a stare male, e nessuno ha capito che il tuo stare male poteva essere ricollegato a un intestino intasato, a un'intolleranza al glutine, alla presenza di metalli pesanti, di denti devitalizzati, e di molto altro.
Ma fulmineamente ti hanno bombardato di farmaci, lasciandoti ora con due problemi: quelli che avevi prima, e il fatto che tu ora debba dismettere i farmaci.
Ognuno di noi deve prendere in mano la propria esistenza.
Questo blog, e il sottoscritto, non fanno estremismi.
Ma nessuno può negare che bere il latte di un'altra specie animale, per di più carico di ormoni e di antibiotici non può fare bene al nostro corpo e al nostro cervello.
Nessuno può negare che la carne, nel proprio stato naturale, ci faccia venire il vomito.
Nessuno può negare che non abbiamo artigli, denti, intestino corto e tozzo, mandibola fissa come i carnivori, e che nulla c'entriamo con loro.
Alimentarsi con cibi inadatti provoca disturbi fisici e mentali. Questo è quanto va capito.
Le mucche dovrebbero mangiare erba, e invece mangiano mais e farina di ossa. E si ammalano.
I cani dovrebbero mangiare carne, e invece mangiano crocchette fatte al 90% di cereali. E si ammalano.
L'uomo dovrebbe mangiare frutta e verdura. E invece mangia una quantità abnorme di cibi inadatti. E si ammala.
Nessuna delle 170.000 specie viventi cuoce quello che mangia.
Tutto le reazioni nel mondo animale e vegetale avvengono "a crudo" e non "a cotto".
Abbiamo tre trilioni di cellule che ogni giorno comunicano fra di loro per permetterci di funzionare.
E noi pensiamo che una pillola possa interagire con loro e con le miliardi di sinapsi celebrali che abbiamo.
Hai un dottore dentro di te, che è il tuo sistema immunitario.
Non costa nulla, e ci azzecca sempre.
Alimentati secondo Natura, e ne sarai ripagato. Garantito

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ALTRO CHE NOVITA’, ECCO GLI SPRECHI DI RENZI COME PRESIDENTE DELLA PROVINCIA


A DENUNCIARLI ALLA GDF ALESSANDRO MAIORANO, DIPENDENTE DEL COMUNE DI FIRENZE

Come previsto Matteo Renzi ha perso al ballottaggio le Primarie di centro-sinistra contro Pierluigi Bersani. Sebbene si proponga come la novità che scalpita per far fuori la vecchia classe dirigente del Partito democratico, in realtà Renzi sa già di vecchio. Di anni ’90. Incarna la sinistra abbindolata dalle illusioni della Globalizzazione, che ebbe in Clinton e Blair i suoi massimi esponenti. Ma anche quella sinistra plasmata dal potere della Tv e dal berlusconismo. Non a caso il suo collaboratore, Giorgio Gori, ha lavorato in Mediaset per diversi anni (come riportato qui). Dunque, l’alternativa principale nel Pd ai jurassici capitanati da Bersani, è quella nuova sinistra emersa dalle macerie del muro di Berlino. Una sinistra ipocrita, affarista, telegenica. Che poi, a guardare in faccia Renzi, direi pure mica tanto.
Ma a parte ciò, anche come amministratore Matteo sa già di vecchio. Anch’egli come Presidente della Provincia ha sperperato un bel po’ di denari. A denunciarlo alla Guardia di Finanza, con tanto di fatture alla mano, Alessandro Maiorano dipendente del Comune di Firenze da 33 anni, il più anziano dei 6.480 in forza al Comune.

GLI SPRECHI – Sarebbero ben 20 milioni di euro le fatture che Renzi, ai tempi della Provincia, ha dilapidato. Sono emerse spese folli in relazione ad alcune partecipate. Ecco qualche esempio: 4,2 milioni di euro alla Florence Multimedia, una società di comunicazione che doveva essere usata per valorizzare la Provincia e in realtà è stata usata da Matteo Renzi per valorizzare soltanto la sua persona. Ci sono poi 707.000 euro dati a una fantomatica associazione chiamata Culter. 70.000 per due viaggi in America con un giornalista al seguito. 3.000 euro spesi all'interno di un Grand Hotel. 150.000 euro dati a la Nazione per realizzare una mostra. 1.800.000 dati per altre donazioni. Fiori, regali, pranzi, cene, voli intercontinentali. Per un totale finale, appunto, di 20.000.000 di euro.
Tutte spese sulle quali la Corte dei conti ha già messo sotto la lente d’ingrandimento.
Poi ci sono 100 assunzioni a chiamata diretta del sindaco di Firenze che, manco fosse il presidente degli Stati Uniti, sono costate 25-30 milioni di euro.

Certo, sebbene si tratti di qualche anno fa, era comunque un’altra era per gli enti locali; ancora nelle possibilità di spendere e spandere a proprio piacimento mediante fondi a pioggia incontrollati. Ma se anche Renzi ha partecipato a questo allegro banchetto, non può porsi come la novità. Come detto, sa già di vecchio.
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ANSIA, DEPRESSIONE, ATTACCHI DI PANICO, MALATTIE MENTALI: È TUTTO VERAMENTE SOLO NELLA TESTA?


Caro Pietro, la tua è una tesi molto interessante. Vorrei poter approfondire con a te alcuni punti che non mi sono chiari.
Anch'io sono vegano e crudista da un anno dopo esser stato vegetariano per due, ed ho una formazione da psicologo per cui abbastanza distante dal modello organicista della malattia mentale della medicina allopatica.
Cosa intendi dire quando dici che in natura i disturbi mentali non esistono?

Aspetto una tua risposta, grazie

Sergio
 
RISPOSTA

Ciao Sergio.
Grazie anzitutto per il tuo commento.
E complimenti per i risultati ottenuti con il crudismo. Non è roba da tutti.
Veniamo a noi.
Questo blog è nato con l'intento di far comprendere che non si nasce bacati, che la salute non è qualcosa di casuale, che le malattie non arrivano per farci un dispetto...Insomma, che siamo una macchina frutto di milioni di anni di evoluzione, e che possiamo e dobbiamo funzionare alla perfezione.
Allora perché, soprattutto nell'ambito delle malattie mentali, siamo ridotti così male? Perché 100 milioni di persone e 11 milioni di bambini sono costretti a prendere psicofarmaci per "funzionare"?
La risposta non è complicata, e si riallaccia al tuo quesito.
Tu sei uno psicologo, e quindi "indottrinato" a ricercare una spiegazione psicologica a una manifestazione di un disturbo psichiatrico.
Lo psichiatra allopatico, ma anche quelli che utilizzano altri "rimedi", vuoi l'omeopatia ad esempio, sono indirizzati verso la somministrazione di una sostanza che vada a bloccare la sintomatologia, e a loro poco importa la motivazione per cui è insorta.
La prassi ormai consolidata è quella di accoppiare la somministrazione di psicofarmaci/rimedi con la psicoterapia.
Ma allora, quale è la risposta giusta, e quindi come si esce definitivamente da un "disturbo mentale"?
Facciamo prima un passo indietro, e vediamo, come accennato, come mai siamo ridotti così.
La società odierna impone sicuramente dei ritmi e delle pressioni che sono assolutamente mostruosi, ma è troppo semplicistico ricondurre tutto a questo.
Io sono orientato, e le mie esperienze me lo confermano, verso il binomio "mente sana in corpo sano".
Cosa significa?
Significa che anima e corpo sono intimamente connessi, e che quindi debbano essere considerati in egual misura ogni volta in cui ci si trovi davanti a un essere umano che manifesti disturbi di carattere psichiatrico.
Partiamo dalla parte "mentale" e non fisica.
I lutti, gli eventi negativi, colpiscono in diversa misura tutto il genere umano nel corso della propria vita. Nulla possiamo farci a riguardo.
Mia madre muore, e giustamente il mio umore ne risente.
Io personalmente penso che nessuno abbia bisogno dello psicologo, e che questa figura possa essere sostituita dall'amore e dall'affetto che tutti noi dovremmo avere, e che ci permettono di superare le difficoltà nella vita.
Quindi...
Mi deprimo, ma dato che il mio corpo è forte poiché ben alimentato secondo il disegno datoci da Madre Natura (il vegancrudismo) ecco che a distanza di tempo metabolizzo l'evento e torno a vivere, avendo superato in maniera definitiva il "problema".
Succede spesso invece che un lutto faccia cadere in uno stato di totale prostrazione, senza, a distanza di tempo, nessun miglioramento.
Ecco che quindi qui mi devo interrogare se lo stato depressivo sia da ricollegare solo ed esclusivamente al lutto subito, o se il lutto sia stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ormai stracolmo, sia di tossine "mentali" che di tossine squisitamente organiche.
E qui arriva il discorso dell'alimentazione.
Più ci discostiamo da quello che Madre Natura ha deciso per noi, peggio stiamo, anche di testa.
Basta guardarsi allo specchio: siamo senza artigli, senza voglia di sangue, senza una mandibola che si muova in verticale, senza denti per lacerare, senza velocità, con un intestino lungo, con la mancanza dell'enzima uricasi per digerire gli acidi urici delle proteine animali...insomma...siamo fruttariani per natura, e come tali dovremmo alimentarci con frutta e verdura cruda.
E invece l'uomo, soprattutto negli ultimi 100 anni, ha esponenzialmente aumentato tutti i cibi con esso incompatibili, e quindi l'alimentazione si è trasformata.
Si consumano quindi latticini, cereali, carne e pesce, relegando la frutta e la verdura agli ultimi posti se non proprio escluse.
L'adulterazione del cibo, la sua cottura e la sua sofisticazione hanno fatto il resto.
Depressione e diabete non sono lontani per nulla.
E quando entrerà in testa il concetto che i problemi organici derivati da un'alimentazione scorretta possono dare disturbi tanto fisici quanto mentali, finalmente si rivoluzionerà l'approccio al malato mentale, considerandolo un "potenzialmente sano" come scrivo nel mio libro di prossima uscita.
E quindi, ritornando al discorso di prima, è possibile che un lutto colpisca un corpo già indebolito sia mentalmente che fisicamente, dando proprio il colpo di grazia che spalanca le porte al consumo di psicofarmaci.
Vediamo ora la parte "fisica".
Il concetto che tutte le persone che manifestano disturbi psichiatrici dovrebbero comprendere è che non si deve mai e poi mai tralasciare la parte fisica allorquando si inizi a soffrire di qualunque cosiddetta malattia mentale.
Intestino e mente sono intimamente collegati.
La depressione è assolutamente ricollegabile a disbiosi intestinali dovute alla putrefazione delle proteine animali.
Le malattie mentali hanno più spesso di quanto si creda una causa organica: intolleranze alimentari, celiachia e forti intolleranze al glutine, presenza di metalli pesanti, denti devitalizzati, intestino surriscaldato, uso di farmaci e droghe, diabete, tiroiditi.
Nel mondo animale, infatti, non vi è traccia di disturbo mentale.
Solo i nostri animali domestici, tra allucinanti crocchette e malsane abitudini di vita, sviluppano disturbi psichiatrici.
Concludendo, caro Sergio, non sono le sedute su di un lettino dallo psicologo o gli psicofarmaci che possono guarire un malato mentale.
Nessuno è malato di mente. I malati di mente non esistono.
Esistono le persone che manifestano disturbi psichiatrici.
Individuata la causa, se psicologica, si vince con l'amore e l'affetto.
Se organica, si vince alimentandosi nel nostro disegno ed eliminando quanto di tossico sta impedendo il corretto funzionamento del nostro sistema nervoso e quindi del nostro corpo.
Se organica e psicologica, si agisce su ambo le parti.
Non si passa da un problema depressivo alla dipendenza dallo psicologo.
Non si passa da un problema depressivo alla dipendenza da psicofarmaci.
Siamo nati per stare bene. Punto.

 






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LA VICENDA VERGOGNOSA DELL'EAV BUS, AZIENDA DI TRASPORTO CAMPANA GESTITA IN MODO SCELLERATO


LA HOLDING GRAVA DI 600 MILIONI DI DEBITI VERSO FORNITORI, CON 1300 LAVORATORI A RISCHIO

Dopo i casi Ctp, Anm, Cstp, Cumana, Circumvesuviana, un’altra azienda campana di trasporti naviga in cattivissime acque, al punto da veder messa in discussione la sua futura esistenza. Trattasi dell’Eav bus, società del trasporto su gomma che garantisce un servizio capillare tra le province campane, indebitata fino al collo e dichiarata fallita all’insaputa degli amministratori stessi.

LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO– Una settimana fa il Tribunale fallimentare di Napoli ha dichiarato il fallimento della del Gruppo Eav, holding regionale del settore, dietro istanza di due creditori, i due fornitori dell'Eavbus Nitida e Nuova Sicom per un totale di 600mila euro. L’azienda ha dichiarato un deficit di bilancio per gli anni 2011 e 2012 di 39 milioni di euro ed era già in liquidazione, ora resa impossibile dalla sentenza fallimentare.
Eav bus ha nominato l'avvocato Michele Sandulli, docente di diritto commerciale, per ricorrere contro la sentenza. Sandulli, secondo quanto si apprende, nominato dai commissari liquidatori Paolo Como e Roberto Pepe, starebbe valutando la possibilità di eccepire un difetto di notifica per quanto riguarda la presentazione dell'istanza di fallimento da parte dei fornitori di cui l'azienda non era stata messa al corrente. In questo caso, se così fosse andrebbero a decadere anche gli effetti della sentenza. di credito che vantano nei confronti dell'azienda. Sempre secondo quanto si apprende, Nitida, però, tempo fa, avrebbe raggiunto con Eavbus un accordo transattivo.

OSSIGENO DALLA REGIONE – Venerdì scorso il Consiglio regionale ha approvato la legge «Salva Eavbus» con 30 voti a favore e 20 contrari (votare a favore la maggioranza di centrodestra, nonostante le assenze registrate tra i banchi. Contraria l'opposizione a cui si è aggiunta per il voto sfavorevole anche l'Udeur), dando via libera a un testo che evita il rischio disoccupazione ai dipendenti dell'Eavbus. Il testo prevede lo stanziamento di risorse fino a 10 milioni che serviranno per l'esercizio nei prossimi 60 giorni, risorse da reperire nel capitolo di Bilancio dedicato ai trasporti.
Entro dieci giorni dall'entrata in vigore della legge, il Gruppo Eav, holding dei trasporti di cui fa parte Eavbus, dovrà presentare un piano industriale alla giunta regionale a cui toccherà il compito di valutare e approvare il documento. Il piano, si legge nel testo, «deve contenere le previsioni di misure di recupero della piena efficienza dei mezzi» che occorrono per garantire il servizio, «adeguate forme di riduzione dei costi di gestione aziendale» e «contenimento degli oneri del lavoro», anche attraverso il ricorso a «strumenti di sostegno ai lavoratori».

Siamo di fronte all’ennesimo scempio, all’ennesima violazione dei diritti; in particolare di due: quello del lavoro per 1300 dipendenti e quello di avere mezzi di trasporto pubblici efficienti per i cittadini. Si manda al macero un’azienda efficiente per la solita cattiva gestione perpetuata negli anni per opera di dirigenti incapaci, messi lì mediante le solite squallide prebende politiche.

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